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Mercoledì sono stati resi pubblici i risultati preliminari di un’inchiesta indipendente sul crollo del cavalcavia mentre passava un treno della metropolitana di Città del Messico che lo scorso 4 maggio aveva provocato la morte di 26 persone e diverse decine di feriti. Secondo l’inchiesta, condotta dall’azienda norvegese di consulenza tecnica DNV, l’incidente sarebbe stato causato da una serie di «difetti strutturali e inadeguatezze nel processo di costruzione». Durante una conferenza stampa DNV ha segnalato tra le altre cose perni mancanti e saldature eseguite in maniera imprecisa, e ha osservato che per la realizzazione dei cavalcavia era stata utilizzata una tipologia di cemento diversa da quella indicata nei progetti originali.

Il deragliamento era avvenuto nei pressi della stazione “Olivos” della linea 12 della metropolitana, quella di più recente costruzione: era stata la peggior tragedia nella capitale del Messico dal terremoto che aveva colpito il paese il 19 settembre del 2017, e che aveva causato 228 morti nella sola Città del Messico.

La linea 12, soprannominata “Linea d’oro”, aveva avuto problemi fin dal momento della sua inaugurazione, nel 2012. Nel primo mese dall’apertura si erano verificati 60 guasti e per diverso tempo i treni erano stati costretti ad andare più piano nelle parti del percorso sopraelevate – come il cavalcavia crollato a maggio – perché gli ingegneri temevano che potessero deragliare. Tra il 2014 e il 2015 la linea era stata parzialmente chiusa per lavori di riparazione per difetti strutturali, e la situazione delle infrastrutture continuò a destare preoccupazione anche negli anni successivi, sia per la scarsa manutenzione, sia per i danni strutturali provocati dal terremoto del 2017.

DVN comunicherà gli ulteriori risultati delle sue perizie a metà luglio e a fine agosto. Nel frattempo, la maggior parte delle critiche e delle accuse per l’incidente di maggio è stata rivolta a Marcelo Ebrard, attuale ministro per gli Esteri ed ex sindaco di Città del Messico, e Carlos Slim, l’uomo più ricco del Messico e il proprietario della società che aveva costruito la linea 12 – la Carso Infraestructura y Construcción –, nonché uno degli imprenditori più vicini al presidente del Messico Andrés Manuel López Obrador. Eberard era stato accusato di aver affrettato la conclusione dei lavori per rivendicare un successo politico prima della fine del suo mandato, ma di recente ha difeso il progetto e la realizzazione della linea dicendo che tutte le decisioni erano state «basate sull’efficienza e l’efficacia tecnica». Carso non ha fatto alcun commento ufficiale.

– Leggi anche: La metropolitana di Città del Messico era già un caso politico

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