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Chiunque in un paese civile deve sempre ed obbligatoriamente essere contrario alla violenza ai danni di chiunque altro. Questo è un principio di buon senso, di civiltà, di applicazione dei valori cristiani che caratterizzano la nostra cultura. La nostra storia, la nostra sensibilità.

Ma il fatto che si sia arenato un progetto di legge liberticida che sarebbe andato ad incidere, come tanti altri provvedimenti in questi anni, sul sacrosanto diritto di una persona assolutamente non di fare, ma di professare una qualsivoglia opinione, è solo un lustro per la credibilità della nostra democrazia.

Neanche dovrebbe esserci questione. Alla luce del fatto che viviamo nell’epoca dell’incostituzionalismo, molto chiaro sui diritti inalienabili cittadini. Un tempo nel quale dovrebbe aver preso la dichiarazione universale diritti uomo e tutti i trattati dell’Unione Europea che garantiscono la libertà di manifestazione della propria idea liberamente.

Il problema sta proprio in questo: ossia che oggi non è tanto scontato poter manifestare liberamente e pacificamente qualsiasi opinione. Oggi si deve necessariamente essere conformi al pensiero dominante. Altrimenti si viene messi all’indice, scomunicati dalla nuova intransigente oscurantista dottrina del progressismo illiberale dominante.

Io sono ferocemente contrario alla violenza contro chiunque. E sarei il primo a difendere un omosessuale, un transessuale o qualsiasi altro essere umano molestato per le proprie inclinazioni. Ma sono anche il primo a dire che è necessario difendere il diritto di una persona a manifestare liberamente la propria opinione; altrimenti si commette una violenza pari a quelle commesse dai peggiori regimi.

La follia della giornata educativa

Oltre al fatto che un tale discutibile provvedimento non si limitava a pretendere la censura delle opinioni, ma aveva anche l’ambizione di istituire una giornata educativa nelle scuole. Magari un altro metodo surrettizio per un imposizione culturale dei principi gender. A pensar male si fa peccato, diceva qualcuno, ma spesso ci si azzecca.

Se il nostro senso della legalità, il nostro rispetto dei cittadini di qualsiasi loro opinione, la nostra cultura cristiana, Il buon senso e i criteri che hanno ispirato anche le rivoluzioni dei lumi hanno ieri prevalso, non si tratta di una giornata buia per il parlamento.

Si tratta bensì di un momento in cui un’assemblea elettiva è stata responsabilmente all’altezza delle sue funzioni istituzionali, legali e morali.

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