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Elisa, Infermiera: “costretta a licenziami dall’indeterminato con promessa di assunzione in ASL del Sud, ora mi sbattono fuori”.

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La lettera di Elisa ci fa riflettere: “sono stata costretta a licenziarmi dalla mia azienda sanitarie dove avevo l’indeterminato, mi avevano promesso il ruolo in una ASL del Sud, ma ieri mi hanno detto che non mi rinnovano il contratto; ora che faccio?”.

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

ieri ho ricevuto la comunicazione ufficiale che non mi verrà rinnovato il contratto di lavoro avviato nel marzo 2020 (per iniziali 12 mesi poi prorogabili a 36) in una nota Azienda Sanitaria Locale del Sud, perché devono assumere personale dalla mobilità e dal concorso pubblico.

Eppure mi hanno quasi costretta a licenziarmi per dare man forte al mio Meridione all’inizio della Pandemia da Covid-19 con la promessa di essere poi stabilizzata.

Nel marzo di un anno fa sono stata contattata da una ASL del Sud dopo aver partecipato ad un Avviso Pubblico urgente per l’emergenza Covid. Mi è arrivata direttamente la richiesta di assunzione per 12 mesi, poi prorogabili (ma me lo hanno detto solo al telefono, nessuna traccia scritta, anche per questo non cito l’Azienda) a 36 mensilità con rinnovi di 12 mesi in 12 mesi. Alla fine nulla, ma proprio nulla. Erano solo bugie, il 31 marzo 2021 mi scade il contratto e dall’Ufficio Personale mi hanno detto che non me lo rinnoveranno perché sapevo che sarebbero arrivati quelli della mobilità e poi del concorso. Non sapevo assolutamente nulla.

Mi sento presa in giro, mi hanno portato fretta, non mi hanno fatto riflettere. L’Azienda dove avevo l’indeterminato (al Nord) mi dava l’aspettativa per l’avviso pubblico, ma solo dopo un mese dalla richiesta. L’Azienda del Sud mi consentiva solo 15 giorni per accettare. Io avevo una tremenda voglia di tornare a casa, anche perché è morto mio padre di Covid e mia mamma da allora vive sola in un piccolo comune.

Con la promessa telefonica di rinnovo fino a 36 mesi e poi di stabilizzazione allo scadere del terzo anno mi sono fatta convincere. Ed ora? Ora non mi trovo più nulla. Il 31 marzo dovrò riconsegnare divise e badge, perché al mio posto arriverà una ragazza dalla mobilità.

Ma in quale Paese viviamo? Tutti bugiardi e approfittatori? Chi ci tutela da questi farabutti?

Scusatemi per lo sfogo, ma io ora non so che fare, ho chiesto anche a più sindacati, ma mi hanno girato le spalle perché secondo loro non ho nulla di scritto che possa dimostrare il comportamento anomalo e contro ogni regola dell’Azienda del Sud.

Datemi spazio, ma vi prego non fate il mio nome perché mia mamma non sa nulla e ora non so nemmeno come dirglielo che dal 1 aprile non avrò più un lavoro.

Elisa, Infermiera

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