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“Si può garantire per debiti di oltre 176mila euro per un mutuo in sofferenza? Avendo anche altri 110mila euro di debito per utenze non pagate, accumulato e poi rimasto insoluto nell’arco di dieci anni da parte di una società sportiva? La risposta del Comune di Firenze è “sì, si può, anzi si deve”. Questo il messaggio implicito contenuto nella delibera approvata oggi dal Consiglio comunale in merito alla Floriagafir col voto del PD. Noi, col nostro non voto, abbiamo voluto significare: no, non si dovrebbe essere mai arrivati ad una situazione di questo tipo”. Lo dichiarano il vicepresidente del Consiglio comunale e Consigliere della Lega Emanuele Cocollini ed Ubaldo Bocci (Gruppo Misto).

“Oggi abbiamo assistito a un qualcosa che qualunque privato cittadino farebbe molta fatica a comprendere. Quello stesso privato cittadino che, a fronte di una bolletta non saldata si vede arrivare prima avvisi di pagamento. E successivamente subisce il taglio della fornitura – argomenta Cocollini –. Si tratta di una società sportiva che fa fare sport a tanti ragazzi e tante ragazze della nostra città. Nessuno mette in dubbio la funzione sociale svolta. Ma la società di cui parliamo non ha pagato né parte del mutuo né le utenze per una cifra superiore ai 110mila euro dal 2011 ad oggi.

“Non serve disperare però: c’è un piano di rientro. Quanto non fatto in tutti questi anni sarà fatto nei prossimi tre. Nessun problema. Basta che sia il Comune di Firenze a mettere la firma per garantire il debito. Un gesto che solo un folle farebbe, perché non c’è nessuna ragione per pensare che d’improvviso le cose cambieranno e, non solo le bollette correnti saranno pagate, ma addirittura quelle pregresse di dieci anni”.

Difficile capire la condotta degli amministratori

“Quello che ci pare inverosimile – commenta Bocci – è che non ci si sia soffermati sulla gestione, a dir poco fantasiosa, della società in tutti questi anni. Con molta fatica noi consiglieri siamo riusciti a risalire alle carte che dimostrano la condotta da parte degli amministratori, che invece che quelli del buon padre di famiglia hanno vestito i panni dello zio grullo, nella migliore delle ipotesi”.

“Siamo e saremo sempre a fianco delle società sportive che svolgono una funzione sociale fondamentale. Le società sportive sono una ricchezza per la città. Importanti non solo per l’attività fisica, ma per le funzioni di integrazione e di prevenzione delle scelte legate alle tossicodipendenze. Ma ciò non significa che si debba previlegiarne una a dispetto delle altre. In questo caso, a fronte di quanto abbiamo potuto scoprire, nessuna garanzia si sarebbe potuta concedere, perché palesemente ingiustificata. E ciò che è stato fatto oggi determina una discriminazione per tutti coloro i quali, pur essendo in grande difficoltà, hanno sempre pagato quanto dovuto” concludono Cocollini e Bocci.

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