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“Quanto successo ai lavoratori della Gkn” di Firenze “che fino alle sei della mattina erano al lavoro, già perché il lavoro non manca alla Gkn, e alle 10, con una mail, sono stati mandati a casa, è inqualificabile. Un affronto al mondo del lavoro, a Firenze, alla Toscana e all’Italia tutta. Non lasceremo soli questi lavoratori a cui va tutta la nostra partecipe solidarietà, risponderemo come sappiamo fare, con la mobilitazione”. Lo dichiarano congiuntamente Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil Toscana, e Massimo Braccini segretario generale Fiom Cgil Toscana.

“La Cgil e la Fiom proporranno a Cisl e Uil e alle loro categorie una risposta a livello regionale, perché il problema va ben oltre Firenze, i 422 della Gkn e gli altri dell’indotto. Ne discuteremo con i lavoratori della Gkn in assemblea permanente che incontreremo lunedì – continua la nota sindacale -. Per l’intanto diciamo a Draghi e ai suoi ministri: una soluzione va trovata ora, non fra qualche anno. Il problema dovrebbero conoscerlo, ci sono multinazionali che arrivano, prendono, consumano territorio e scappano lasciando macerie sociali. In Italia possono farlo, non è così in altri paesi anche a noi molto vicini, si provveda”.”

E il Governo?

“È un fatto davvero inaccettabile la chiusura annunciata ieri attraverso una mail della Gkn di Campi Bisenzio ed il licenziamento dei 422 operai. Non è la prima volta che una multinazionale dimostra una assoluta insensibilità nei confronti del lavoro, del destino di centinaia di famiglie e complessivamente del nostro paese”.

“Il Governo – sottolineano – deve intervenire attivando subito a Palazzo Chigi il tavolo di monitoraggio sulle crisi aziendali previsto dall’accordo del 29 giugno, richiamando le aziende al rispetto di tutte le procedure a garanzia dell’occupazione, della dignità del lavoro e della persona. I lavoratori non sono merce. È intollerabile il comportamento di questa multinazionale che dimostra di pensare solo al profitto, non rispettando gli accordi ed a quanto pare con la prospettiva di delocalizzare le produzioni”.

Il sindacato, concludono, “non permetterà questa ennesima barbarie. Il Governo ha il dovere di intervenire in maniera forte e decisa. Le associazioni datoriali devono farsi parte attiva per governare con gli accordi sindacali e la necessaria sensibilità sociale i processi di cambiamento nell’industria”.

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