ATP1000 ROMA: Riflessione sul tennis italiano e sul ranking ATP

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Mentre leggo con piacere, a distanza di un paio di giorni dalla finale del torneo ATP1000 giocato a Roma con vincitore Rafa Nadal, mi sovvengono in mente una serie di considerazioni. Ve le propongo qui di seguito.

1- Nadal su terra è il più forte

Rafa Nadal su terra è decisamente il più forte tennista della storia. È inutile girarci d’intorno. Ha di nuovo battuto Nole Djiokovic, che non è solo il numero uno del ranking, ma è un grande tennista come Rafa. 10 volte Rafa ha vinto a Roma, 36 master 1000 proprio come Nole, che deteneva il record di master 1000 vinti, 88 titoli in carriera, 62 titoli vinti sulla terra su 70 finali.

Una statistica mi ha impressionato: nel 95% delle volte che vince il primo set, Nadal vince la partita. È una statistica che anche Nole ha. E pure Roger ha simile. È vero che al meglio dei due set su tre se vinci il primo, e sei mediamente uno dei primi giocatori al mondo è probabile che vinci anche il secondo. Ma il 95% è davvero impressionante. Questi tre giocatori, oramai ridotti a due, sono la legge marziale di questo tennis.

2- Lo slam di Nole

Per Nole, che “ha tempo” e l’età dalla sua (33 anni, è nato il 22 maggio 1987 a Belgrado), forse adesso per lui si apre una forchetta temporale unica: realizzare il Grande Slam vincendo Roland Garros, Wimbledon e USOpen. Fossi in lui mi organizzerei nella preparazione per essere al top in questi tornei. Perché penso questo? Nole ha un gioco che “ripiglia tutto” e “fa punto” da tutte le posizioni. Non eccelle particolarmente in niente se non nell’essere il più determinato in campo ogni volta che gioca un colpo e siccome gioca da alto livello, è in grado di tenere testa a chiunque. Pertanto adesso il primo ostacolo è battere Nadal al RG a Parigi.

Su 5 set è particolarmente difficile arrivare in fondo, ma ora come ora, anche se quelli dietro nel ranking stanno prepotentemente avvicinandosi, i due campioni, possono ancora ambire a fare la finale. Per Nadal il 21mo slam, per Nole il 19mo. E siccome vince uno solo, se vince Nole arriva a 19 e può giocarsi Wimbledon per il 20mo ed impattare con Rafa e Roger. Ed il 21mo è li a portata di mano, USOpen a settembre, superfice veloce. Nole ce la può fare. Il Grande Slam è possibile. Anche il prossimo anno se non questo. Una storia quella del Grande Slam inseguita da tutti i più grandi tennisti moderni ma mai realizzata. Sarebbe per Nole il passaggio dalla storia di questo sport alla Leggenda.

3- Gli italiani a Roma

Da dove iniziamo? Dalla delusione più grande per via delle aspettative: l’eliminazione di Sinner ad opera di Nadal. Sognavamo tutti la vittoria del nostro giovane tennista italiano. Però il nostro tennista picchia duro di battuta dritto e rovescio… e poco più. Nessuna variazione.

Quel vecchietto che era lì davanti ad un certo punto ha preso in mano il match ed ha chiuso Sinner nel suo unico gioco: tirare bordate da fondo campo. Il tennis però, quando il tuo avversario capisce il tuo schema necessità di variazioni: una discesa a rete, un rovescio slice, un dropshot di dritto. Con le bordate e basta i campioni veri non si battono. Risultato finale: Nadal batte Sinner 75 64 ai sedicesimi di finale. C’è da lavorare per mister Piatti, per l’entourage e soprattutto per Jannik per entrare in top ten oppure nei primi tre del ranking mondiale.

Poi ho visto il nostro Berrettini uscire. E pensavo che invece in finale ci potesse arrivare. Uscito agli ottavi contro Tsitsipas per 67 26. Devo dire speravo meglio però è anche vero che Tsitsipas ultimamente tiene bene il campo. Ho notato in questo match che il nostro italiano ha servito male, con una media di prime del 42% ed ha fatto pochi punti pure sulla seconda di servizio.

Il greco ha servito un po’ meglio però sulle seconde ha realizzato più punti. Ed ha vinto i punti che contavano. Questa è la vera differenza tra un campione, un vincente, ed un tennista. Ma Berrettini è un vincente e si rifarà presto. Non ho dubbi perché il suo gioco è molto migliorato e completo.

Musetti: mi ha incontrato Opelkaai sedicesimi perdendo 46 46. Chi è Opelka? Un americanone di 23 anni di due metri e undici centimetri dalla battuta iperveloce che sulla terra… già sulla terra? Prima di Roma aveva vinto due partite sulla terra (questa poi! Non ci aveva mai giocato!) questa sconosciuta, ma a Roma ahimé ahinoi oltre ad eliminare il nostro Musetti, che aveva eliminato ai trentaduesimi Hurckacz (64, 20 poi ritiro), è perfino arrivato in semifinale, dove Nadal lo ha battuto con un doppio 64. Cercate la foto dell’abbraccio tra i due tennisti dove questo gigante abbraccia Nadal. Dicevo di Musetti. Caro Lorenzo, metti più cattiveria e fai più punti. Il talento c’è ed è superiore a tanti. Forza Lorenzo.

Arriviamo al sogno italiano: Lorenzo Sonego, sconfitto in finale a testa alta da Nole Djokovic con il punteggio di 36 76 26. Dopo aver battuto agli ottavi Thiem per 64 67 76, ai quarti Rublev 36 64 63. Che dire, aveva battuto anche Monfils. Un torneo perfetto. Pieno di vitalità tennistica. Continue variazioni sorrette da una prima di servizi sempre sopra al 70%. Uno spettacolo. Però… ha incontrato Djokovic. Ci ha fatto divertire e ci ha regalato grande tennis. Una forza della natura.

Ranking ATP dopo Roma:

1 Nole, 2 Medveded (che oltre a spaccare la racchetta ha dichiarato dopo la sconfitta con Karatsev ai sedicesimi per 62 64 che “odia la terra rossa”), 3 Rafa, 4 Thiem, 5 Tsitsipas, 6 Zvevrev, 7 Rublev, 8 Roger, 9 Matteo Berrettini, … 17 Jannik Sinner, … 28 Lorenzo Sonego, 29 Fabio Fognini (uscito ai 32imi contro Nishikori)

Ci risentiamo presto.

Un caro saluti ai lettori

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