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LA RISONANZA MAGNETICA COME STRUMENTO
DI DIAGNOSI E CONTROLLO

La malattia di Crohn è un’infiammazione che può colpire tutto il tratto gastrointestinale.
Nella maggior parte dei casi, colpisce l’ultima parte dell’intestino tenue (ileo) e il colon.
La sintomatologia principale legata alla malattia di crohn è la diarrea cronica, la febbre, stanchezza, la riduzione dell’assorbimento alimentare, meteorismo, afte e fistole e dolore addominale.
Solitamente la diarrea si manifesta di notte, per periodi lunghi, oltre due mesi, con crampi addominali, feci liquide e semiliquide.
I dolori addominali possono essere intensi, associati a crampi e nella maggior parte dei casi seguiti da nausea e vomito.
La febbre è persistente senza motivi apparenti con la temperatura corporea che può raggiungere i 38 °C.
Un sintomo molto comune è il calo di peso, ossia dimagrimento improvviso dovuto alla riduzione dell’assorbimento degli alimenti.
Le complicanze del morbo di crohn sono caratterizzate da fistole interne o esterne, sub-ostruzione intestinale, perforazione, ascessi intra-addominali, lesioni anali o perianali.
L’ENTERO-RM rappresenta l’indagine diagnostica che permette la localizzazione dell’infiammazione e la valutazione di eventuali complicanze.

E’ una procedura non invasiva che consente di studiare il piccolo intestino, visualizzandone il lume e la parete.
Tale metodica prevede una preparazione particolare.
Nei due giorni precedenti l’esame il paziente dovrà seguire una dieta priva di scorie (evitare cibi integrali, carne rossa, burro, frutta, cereali, latte intero, legumi).
La sera prima dell’indagine dovrà osservare una dieta esclusivamente liquida (brodo vegetale filtrato).
Il giorno dell’esame deve osservare un digiuno di almeno otto ore e verrà invitato ad eseguire una pulizia intestinale previa la corretta visualizzazione dell’intestino.
Il paziente dovrà presentarsi 1 ora prima rispetto l’ora di
prenotazione per eseguire una preparazione utile alla corretta esecuzione dell’indagine.
Infatti il paziente verrà invitato a bere 1,5 lt d’acqua con soluzione lassativa ad azione osmotica (isocolan 2 bustine sciolte in 1,5 lt d’acqua) oppure (Selgesse 2 bustine sciolte in 1,5 lt d’acqua) prima dell’esecuzione dell’esame.
Verrà predisposto un accesso venoso di grosso calibro perchè la somministrazione del mezzo di contrasto avverrà attraverso un iniettore automatico a doppia pompa (soluzione fisiologica e mdc).
Subito prima dell’indagine, al paziente verrà somministrato per via endovenosa un farmaco ipotonizzante (buscopan) al fine di ridurre la peristalsi intestinale.
Il paziente verrà posizionato Prono per evitare di creare livelli idroaerei.

Prima di procedere all’esecuzione dell’esame, bisognerà eseguire una sequenza di prova (solitamente in coronale) per verificare la corretta distensione delle anse intestinali.
L’indagine diagnostica prevede sequenze ultra rapide nei piani coronale e assiale pre e post contrastografiche.
L’esame è eseguito in bh (breath hold) cioè in apnea.
E’ fondamentale che il paziente resti fermo durante l’esecuzione dell’esame e che collabori con le indicazioni che gli verranno fornite  evitando di creare artefatti che possono inficiare il risultato finale.
Possibili artefatti possono essere riconducibili a movimenti respiratori e movimento del paziente.
Al Tecnico Sanitario di Radiologia Medica verrà fornito il compito di istruire il paziente circa la metodica d’indagine, della preparazione, del posizionamento, dell’esecuzione dell’esame, della verifica delle immagini prima del termine dell’esame, e dell’invio delle immagini al PACS.
La risonanza magnetica nella diagnosi e nel controllo del Morbo di Crohn assume un ruolo fondamentale, dotata di elevata risoluzione di contrasto per tessuti molli senza esporre il paziente a radiazioni ionizzanti, utilizzando campi magnetici e impulsi a radiofrequenza.
Risulta la metodica d’indagine migliore per la rivalutazione e la stadiazione del morbo di crohn e delle malattie infiammatorie croniche intestinali, aiutando a distinguere una patologia attiva da una cronica o in fase cicatriziale.
Tale metodica inoltre offre la possibilità di valutazioni multiplanari.
Infine grazie all’utilizzo di moderne apparecchiature e alle continue evoluzioni tecnologiche è l’indagine di prima scelta per l’identificazione di questa patologia.

L’articolo MORBO DI CROHN LA RISONANZA MAGNETICA COME STRUMENTO DI DIAGNOSI E CONTROLLO proviene da AssoCareNews.it – Quotidiano Sanitario Nazionale.

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