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Lunedì 24 novembre l’annuncio ufficiale di Emily Murphy, responsabile della General Services Administration. Ma The Donald con un tweet avverte: «Continueremo la lotta»

La svolta è giunta dopo che il Michigan ha certificato la vittoria del democratico. Ora per il presidente uscente sarà più difficile mettersi di traverso.

di Giuseppe Sarcina, corrispondente da Washington

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 Ennesimo schiaffo a Donald Trump: la commissione elettorale statale del Michigan ha certificato ufficialmente i voti delle presidenziali, riconoscendo la vittoria di Joe Biden. Il presidente uscente aveva fatto pressioni per ritardare la certificazione.

WASHINGTON Politica estera, economia e sicurezza interna. Joe Biden comincia a costruire la squadra di governo puntando su figure collaudate dell’establishment obamiano. E nello stesso giorno dalla Casa Bianca arriva il segnale atteso da ormai tre settimane. Donald Trump ha autorizzato le agenzie dell’Amministrazione ad avviare la transizione dei poteri. Ha dato l’annuncio ufficiale Emily Murphy, responsabile della General Services Administration, la struttura che gestisce il passaggio da un governo all’altro. Murphy ha definito Biden «l’apparente vincitore» delle elezioni del 3 novembre, dopo che ieri anche il Michigan ha certificato il risultato delle urne. Nello stesso tempo Trump ha twittato: «Continueremo a sostenere la nostra posizione con forza e continueremo la nostra giusta battaglia e alla fine vinceremo. Tuttavia, nell’interesse del Paese ho raccomandato a Emily Murphy di fare quanto è previsto dai protocolli e il mio team farà la stessa cosa».

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A questo punto Biden può accelerare i piani di insediamento. Il suo team sta prendendo forma. Il Segretario di Stato sarà Anthony Blinken, 58 anni, da venti stretto collaboratore di «Joe», vice consigliere per la sicurezza nazionale nella seconda amministrazione Obama. L’importante casella del ministero del Tesoro va a Janet Yellen, 74 anni, presidente della Federal Reserve dal 2104 al 2018. Biden conferma anche le indiscrezioni, rilanciando John Kerry, 76 anni, ex capo della diplomazia e candidato alle presidenziali del 2004, come coordinatore della task force sul «climate change». Segretario per la Sicurezza interna sarà Alejandro Mayorkas, 61 anni, primo esponente della comunità dei latinos in questo incarico. Avril Haines, 51 anni, sarà invece la prima donna a guidare la Direzione della National Intelligence, l’agenzia ombrello che coordina l’attività dei 17 servizi di intelligence, Cia e Fbi compresi.

Altre due indicazioni importanti: Linda Thomas-Greenfield, afroamericana, è stata scelta come ambasciatrice all’Onu, ma con il rango di ministro e quindi potrà partecipare alle riunioni del governo. Infine Biden ha quasi completato il pacchetto di advisor alla Casa Bianca. Al capo dello staff Ron Klain si aggiunge ora Jake Sullivan, 43 anni, come consigliere per la Sicurezza nazionale. Questa prima infornata somiglia molto a una restaurazione, dopo gli anni tumultuosi di Donald Trump. Il nuovo leader ha puntato su profili «washingtoniani», con esperienza maturate negli anni in cui Biden era alla Casa Bianca come vice presidente.

Molto netti i segnali sul piano interno. Mayorkas, figlio di immigrati cubani fuggiti dal castrismo, dovrà innanzitutto riportare alla normalità la gestione della Sicurezza interna, eliminando le misure più dure adottate al confine con il Messico. Prima fra tutte: la separazione dei bambini dalle famiglie. Avril Haines è stata vice direttrice della Cia e poi vice consigliera della Sicurezza nazionale di Obama. Adesso avrà il compito delicato di ristabilire la fiducia tra le agenzie di intelligence e la Casa Bianca, liberando menti e archivi dai veleni degli anni trumpiani. Tutte queste nomine, tranne quella di Kerry e di Sullivan, dovranno essere ratificate dal Senato.

NEW YORK Game Over. Dopo che ieri sera anche il Michgan ha certificato ufficialmente la vittoria del rivale Joe Biden, il presidente Donald Trump ammette la sconfitta: o quasi. “Ho dato ordine alla General Service Administration e al mio team di avviare i protocolli” conferma via Twitter. “Nell’interesse del Paese”, insomma, la transizione può formalmente iniziare. Allo stesso tempo il presidente insiste: “Continueremo la battaglia, vinceremo”. Sostenendo che la repubblicana Emily Murphy, capo della Gsa che finora ha tenuto in stand-by la certificazione “è stata tormentata, minacciata, molestata e non voglio che accada niente a lei e ai suoi dipendenti”.  

Ragazzi, che giornata. Iniziata con indiscrezioni sulla squadra di governo di Biden, e la conferma, in mattinata della scelta di Tony Blinken come segretario di Stato. Un fedelissimo di Biden, la cui filosofia politica si basa su multilateralismo, alleanze, interventismo nelle aree di crisi: “Nessuno dei problemi da affrontare come nazione e come pianeta, dai cambiamenti climatici alla pandemia fino ai pericoli di armi non convenzionali, ha soluzioni unilaterali.

Nemmeno un Paese potente come gli Stati Uniti può cavarsela da solo” aveva detto lui nel corso del Forum dell’americano Hudson Institute, lo scorso luglio. Per Joe Biden è una “superstar capace di fare qualsiasi lavoro”: come lo descrisse al Washington Post nel 2014, quando Obama glielo “scippò” per farne il numero due del Dipartimento di Stato. La scelta di un veterano che ha maneggiato i principali dossier di politica estera serve d’altronde a dare ai leader mondiali un preciso segnale. Priorità della nuova amministrazione sarà tessere accordi e ricostruire alleanze: “Una nuova squadra per tornare a capotavola nel mondo”, come ha commentato ieri Biden. 

https://www.corriere.it/esteri/elezioni-usa-2020/notizie/usa-2020-trump-cede-via-libera-passaggio-consegne-adf73f62-2de4-11eb-b83d-41802abb4d33.shtml

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