zona-rossa,-la-lombardia-oggi-ci-prova-per-davvero:-“sospendiamola-per-48-ore”
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Redazione
18 gennaio 2021 07:26

Il tentativo c’è davvero. Una sospensione lampo. Questa la speranza coltivata e sollecitata da Palazzo Lombardia, che oggi presenterà ricorso contro l’ordinanza ministeriale istitutiva della zona rossa scattata ieri. Obiettivo preciso: farla decadere subito.

Zona rossa: oggi il ricorso della Lombardia 

Il vicepresidente della Regione Lombardia e assessore al Welfare, Letizia Moratti, sollecita il ministro della Salute Roberto Speranza a una decisione di sospensiva in attesa dell’aggiornamento degli indici RT basato su dati che configurerebbero per Regione Lombardia un livello di rischio attuale tutt’altro che da zona rossa, “La revisione sollecitata per martedì sulla base di questi dati – commenta Letizia Moratti – potrà essere molto più puntuale e oggettiva e dimostrare il minor grado di rischio di Regione Lombardia. Si tratta di una sospensiva di 48 ore che sono certa troverà poi una conferma definitiva per l’intera Regione a seguito del ricalcolo aggiornato degli indici che alla data del 16 gennaio a Regione Lombardia risulterebbe di 1,01 in decremento dall’1,17 di domenica 10 gennaio”.

Aveva protestato mezzo social anche il presidente Attilio Fontana: ”L’rt e un valore che è stato dimostrato essere estremamente ballerino e soprattutto è un valore che si riferisce a tempi lontani. Tenente conto che per inserire la regione Lombardia in zona rossa si e fatto riferimento a valori relativi alla settimana dal 23 al al 30 di dicembre”. Così su Facebook il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, spiega i motivi che hanno portato la Regione a decidere di presentare ricorso al Tar lunedì mattina contro l’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza che fa scattare la zona rossa nella regione. ”Non si puo quindi accettare che la Regione Lombardia, che per quanto riguarda altri parametri è messa meglio di altre regioni che sono state classificate arancioni, subisca questo ennesimo colpo difficile e preoccupante per la propria economia e per i cittadini.che subiranno limitazioni anche personali non di poco conto. sarò quindi costretto a fare ricorso”.

C’è di più: la zona rossa, non sarebbe solo un colpo durissimo, forse letale – scrive oggi il Giornale – per tanti comparti dell’economia più produttiva d’Ita- lia, “sarebbe anche un colpo ingiusto, e per qualcuno (nella Lega) dettato da ragioni di tipo politico”. Che cosa succede oggi? In sintesi, l’impugnazione che oggi sarà depositata davanti al Tar del Lazio contiene una richiesta di misura cautelare urgente.

Il meccanismo è consolidato nella giustizia amministrativa. Il verdetto di merito infatti ha tempi che non sono compatibili con la vicenda in corso: in questo caso arriverebbe sicuramente dopo le due settimane di durata minima prevista della zona rossa.

La Lombardia  quindi, punta a fare in modo che il presidente del tribunale amministrativo si esprima prima, in via cautelare, sospendendo gli effetti di un atto (l’ordinanza) considerato infondato.

Lombardia zona rossa fino al 31 gennaio 2021

La Lombardia sarà a meno di sorprese in zona rossa fino al 31 gennaio 2021, con le limitazioni scattate domenica 17 gennaio, secondo l’ordinanza del ministero della Salute contenente “misure urgenti di contenimento e gestione dell’emergenza sanitaria nella Regione Lombardia”. 

Il provvedimento viene giustificato con l’applicazione dell’articolo 3 del Dpcm del 14 gennaio, vista una “incidenza di contagi superiore a 50 casi per 100mila abitanti”, e quindi “rischio alto”. L’ordinanza firmata dal ministro Roberto Speranza sulla base dei dati del monitoraggio settimanale: il ministro intervenendo a ‘Stasera Italia’ su Rete4 ha voluto chiarire che le chisure sono indispensabili e non devono essere valutate come punitive.

Gli spostamenti consentiti in zona rossa in Lombardia

In area rossa oggi sono consentiti esclusivamente i seguenti spostamenti:

  • per motivi di lavoro, salute o necessità;
  • tra le 5.00 e le 22.00, una volta al giorno, all’interno dello stesso Comune, verso una sola abitazione privata, nei limiti di due persone oltre ai minori di anni 14, alle persone disabili o non autosufficienti conviventi;
  • dai Comuni fino a 5.000 abitanti, tra le 5.00 e le 22.00, una volta al giorno, verso una sola abitazione privata entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi eventualmente anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia, nei limiti di due persone oltre ai minori di anni 14, alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.
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