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Oggi la Conferenza dei Capigruppo in Senato ha deciso di non calendarizzare la discussione in Aula sul ddl Zan, confermando le voci sull’attesa delle elezioni amministrative di ottobre.

Fin troppo facile pensare che le prossime scadenze elettorali già rischiose per il PD potevano essere aggravate dalla discussione di un disegno di legge controverso.

Il ddl Zan da  priorità per il Paese è passato a polvere nascosta sotto il tappeto, e giustamente, vista la sua innegabile potenzialità anticostituzionale e fortemente lesiva del diritto di parola.

Perché dire Porca Puttena in TV è ignobile per una certa parte politica, ma una drag queen che legge racconti LGBT in una scuola elementare è sacrosanto.

Ed il diritto di critica, a ddl Zan approvato, sarebbe passibile di denuncia e procedibilità penale.

Zan

Zan la prende male

Essere rimandato ad ottobre, ma più probabilmente sine die, non ha giovato all’umore del promotore Zan.

Il deputato del Partito Democratico, non ha trovato di meglio che sottolineare quanti gay ci siano in Parlamento, ed ha parlato di un avvistamento compromettente fatto a Mykonos, riaccendendo i riflettori sulla ‘quota gay’ in Parlamento.

Oggi tra Camera e Senato ci sono 945 parlamentari. Quelli apertamente gay e lesbiche sono quattro: Ivan Scalfarotto, Tommaso Cerno, Barbara Masini e io – ha detto in un’intervista a Repubblica, facendo poi una rivelazione bomba – Se sono pochi? Diciamo che è statisticamente impossibile che siamo solo noi quattro e io so per certo che ci sono parlamentari gay in Forza Italia e in Fratelli d’Italia. In vacanza a Mykonos ho incontrato un deputato della Lega, del quale mi ricordo cartelli particolarmente aggressivi contro la legge Zan. Stava baciando un uomo”.

Non si capisce se la sua invidia sia sul fatto che il leghista in questione se la stesse spassando, o per il suo partito di appartenenza.

Perché in un centrodestra dove vi sono gay, un senatore nero (il primo nella storia italiana) ed un leader di partito donna, è assodato che non vi siano discriminazioni.

Non lo stesso si può dire nella comunità di sinistra ed LGBT, dove se sei allineato alle istanze dem sei nel giusto, se sei di destra da stigmatizzare.

Il razzismo, in effetti, è proprio questo.

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