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Il Whiskey ha forgiato un mito in America, in ogni film western che si rispetti c’è a fiumi. Ma è documentato che sia apparso ben prima del 1800 negli Stati Uniti. La distillazione delle eccedenze agricole e soprattutto del mais hanno avuto sviluppo nel XVII secolo e le prime tracce di distillerie di grano si trovano già nel 1646, particolarmente nel Kentucky dove la capacità di esportazione era debole e le infrastrutture viarie del trasporto scarse.

Al nord si sviluppò il Rye Whiskey a base di segale, soprattutto in Pennsylvania (la distilleria Mitcher’s fu la prima, fondata nel 1753), nel Maryland e nel New Jersey. L’indipendenza americana nel 1776 costituì un punto di svolta, poiché la Corona britannica bloccò le importazioni della melassa dalle sue colonie caraibiche e nei nascenti Stati Uniti la produzione di Rhum  fu abbandonata a favore del whisky che prosperò fino al 1920, data in cui entrò in vigore il 18° emendamento che impose la proibizione della vendita di superalcolici, rinforzato dal Volstead Act che mise fine a tutta la produzione legale e fece chiudere circa 3.000 distillerie. Nel 1933 il 21° emendamento si pose fine alla proibizione abrogando (unico caso nella storia americana) il dicottesimo.

Fino al Tax Act del 1823 in Irlanda i whisky ufficiali si differenziavano nominativamente da quelli clandestini per l’utilizzazione per quest’ultimi dell’ortografia Whiskey. Più tardi l’Irish whiskey venne esportato in grandi quantità negli Stati Uniti e il nome fu adottato comunemente per sottolineare la differenza con lo Scotch whisky. Oggi non vi è nessuna differenza legale ed entrambe le parole possono essere utilizzate, ma normalmente “whiskey” è usato per i Barbon e whisky per i Single malt.

Sebbene il processo produttivo del Rye e del Barbon whiskey in Usa sia identico, il Rye è elaborato con almeno il 51% di segale, a volte anche al 100%, mentre il Bourbon con il 51% di mais. Questo comporta una differenza nel gusto: le note di caramello e le note speziate sono simili, ma il Bourbon è più dolce, mentre il Rye tende ad avere un sapore più piccante. Il metodo produttivo, l’affinamento in botti di quercia americana e la gradazione alcolica di circa il 43% sono identici, anche se esprimono mondi diversi.

Il Rye Whiskey è famoso per essere l’ingrediente principale per la preparazione del Manhattan, anche se originariamente l’ingrediente principale del cocktail era il Canadian whisky, la cui composizione non prevede l’uso obbligatorio della segale.

WhistlePig oggi è uno dei più famosi Rye whiskey americani e la sua storia è davvero originale. È il 2007 quando un gruppo di amici, senza alcuna esperienza, decide di rilevare i circa 200 ettari che circondano una fattoria vecchia 150 anni nel Vermont, trasformandola in distilleria. Comprano anche cavalli, pecore, capre, api e, soprattutto due maiali Kunekune: Mortimer e Mauve, la coppia regina dell’allevamento, da cui trae ispirazione il nome WhistlePig. I maialini nati nella fattoria, ghiotti di segale, quando riuscivano a scappare dai recinti facevano una scorpacciata del prezioso cereale e addormentandosi nei campi emettevano dei sibili simili a dei fischi, spiegato l’arcano.

Nella proprietà otto ettari di bosco di acero sono destinati alla produzione di sciroppo, ma all’epoca i campi di segale della fattoria non permettevano di avviare la distillazione di whiskey. Dave Pickerell, Master Blender considerato il padre putativo della distillazione artigianale negli States, dopo aver conosciuto il team in Vermont, restò conquistato dalla loro folle idea. Scoprì in Canada un tesoro dimenticato, uno stock invecchiato 10 anni di Rye whiskey da miscelazione, inutilizzato e abbandonato: decise di farlo arrivare in fattoria per iniziare l’avventura di WhistlePig. Questo permise di realizzare il sogno di un Rye whiskey diverso da tutti gli altri che omaggiasse il passato, ma non temesse di guardare al futuro. Dave Pickerell contribuì alla crescita di WhistlePig non solo come Master Distiller, ma anche disegnando gli alambicchi in rame ancora oggi usati nella distilleria. Creò WhistlePig 12 Years Old World Rye, il primo blend maturato in botti di rovere americano con affinamento in ben tre tipi di botti diverse. Nel 2018 Dave Pickerell scomparve, ma il team proseguì nel solco da lui tracciato, “imparare dal passato, e continuare a sperimentare”, con l’obiettivo di esplorare le infinite possibilità che un Rye whiskey può offrire. La segale è un grano difficile da coltivare e ha bisogno di tempo per poter maturare ed esprimersi al meglio. L’altra sfida da affrontare è quella dell’affinamento e il team di WhistlePig crea una botte con il rovere bianco del Vermont, che cresce nella fattoria a kilometro zero, presentando sul mercato la sua prima edizione limited edition del FarmStock Rye Crop, ottenuta per la maggior parte con segale di proprietà, insieme all’utilizzo di acqua della fattoria e ovviamente al legno di rovere bianco del Vermont, che definiscono il “Triple Terroir Whiskey”, termine oggi addirittura brevettato. Il periodo di affinamento ha permesso di avere differenti livelli di complessità e profondità nei Whiskey prodotti.

DEGUSTAZIONE

WhistlePig Small Batch Rye 10 Years Old

Rilasciato nel 2015, ha maturato oltre 10 anni in botti nuove di rovere americano del Vermont Estate, è la prima etichetta della distilleria e rappresenta la pietra miliare della produzione. Colore leggermente dorato. All’olfatto propone una ricca variazione aromatica, tra fragranze floreali, erbacee e di menta. Il suo carattere è forte e speziato, con aromi di cacao, vaniglia e menta, sentori di legno, sandalo, note agrumate di cedro e dolcezze di miele. Al palato ha sapori fruttati intensi, note di caramello e toni anche amari e tannici. Finale dolce e pulito, lungo e cremoso.

WhistlePig 12 Years Old World Rye

È il primo blend maturato in botti di rovere americano con affinamento in ben 3 tipi di botti diverse: Porto (7%), Sauternes francese (30%) e Madeira (63%). Un prodotto unico dal colore dorato intenso. Ricco e complesso all’olfatto, rivela un bouquet floreale di peonia, viola e iris, aromi di albicocca disidratata, mandorle e dattero, il lampone, le note erbacee, sentori di liquore di cioccolato, speziature di cannella. Al palato ha una texture speziata, spicca il caramello e la vaniglia, con un finale teso dal retrogusto speziato e tostato.

WhistlePig 15 Years Old Estate Oak Rye

Colore dorato ambrato. All’olfatto si evidenziano sentori speziati di zenzero e noce moscata, toni di pasticceria, crema inglese, cereali, nota di tabacco, nuance agrumate di arancia candita e un fondo di tostature. Al palato si trovano in evidenza sapori di frutta secca, è vivace, complesso ed equilibrato, con un finale dalla nota mentolata e di legna appena tagliata e dal retrogusto persistente sulle speziature.

whistlepigwhiskey.com

Manlio Giustiniani

Champagne Expert. Nato in una “raggiante” Catania degli anni ’60, appassionato di James Bond e dello Champagne.

Category: spa