wabi-sabi:-la-bellezza-dell’imperfezione-conquista-anche-la-casa
Spread the love

Il Giappone è spesso fonte di ispirazione, è proprio da lì che arrivano quelle correnti culturali ed estetiche che, tra pensiero e concretezza, riescono a modificare l’approccio alla vita di molte persone. Oggi è il momento del Wabi Sabi ma ci basta pensare a qualche anno fa, ricordando Marie Kondo e la sua filosofia dell’ordine: in quanti abbiamo modificato le nostre abitudini dopo aver letto o sentito parlare del suo libro? In tantissimi.

La tendenza del momento che siamo sicuri ci cambierà un po’ la vita come ha fatto il KonMari Method, è quella del Wabi Sabi. Di cosa si tratta? Le parole giapponesi che la compongono significano less is more (wabi) e malinconia attenta (sabi) e vogliono rappresentare il piacere di riconoscere la natura transitoria delle cose che ci circondano. La consapevolezza che tutto non può essere perfetto e permanente, insomma, un sentimento che ci permette di apprezzare l’evoluzione degli oggetti, delle situazioni, degli stati d’animo.

Wabi Sabi: The Japanese Art of Impermanence – Understanding the Zen Philosophy of Beauty in Simplicity di** **Andrew Juniper, edito da Tuttle Publishing

Tuttle Publishing

Un vaso scheggiato per esempio? Può raccontarci una storia, una superficie non lineare? Può essere segno di unicità. Come un pomeriggio di pioggia, che può diventare un momento di meditazione con noi stessi.

Nel 2003 Andrew Juniper scriveva nel suo libro Wabi Sabi: The Japanese Art of Impermanence – Understanding the Zen Philosophy of Beauty in Simplicity la spiegazione perfetta: «se un oggetto o un’espressione può provocare dentro noi stessi una sensazione di serena malinconia e un ardore spirituale, allora si può dire che quell’oggetto è wabi-sabi».  

E quest’anno anche la scrittrice di Selene Calloni Williams ha trattato l’argomento dal punto di vista della meditazione, per permetterci di ricercare la bellezza dell’imperfezione nella nostra vita. Trovate tutto nel suo libro Wabi Sabi – La bellezza della vita imperfetta.

Questo concetto giapponese è stato accolto con grande entusiasmo anche sui social: 1.4m di post Instagram nel mondo con hashtag #wabisabi e, secondo una ricerca condotta dal brand di carte da parati Hovia, un +70% di ricerche su Google per wabi sabi in Italia nell’ultimo anno.

La natura è la principale fonte di ispirazione.

E il mondo del design non sta a guardare, ovviamente. Prende ispirazione dalla natura e dalle sue imperfezioni per creare oggetti unici e ricercati. Come queste sedute di Pedretti Home, dal nome

Ciucat, che in dialetto trentino sta ad indicare il ceppo di legno usato come base d’appoggio per rompere la legna, dove in passato i pastori si sedevano per raccontare storie davanti al fuoco del camino. Il designer Luca Sartori ha voluto rappresentarli in chiave moderna e li ha ricostruiti grazie al top realizzato con legno pietrificato, attorniato da una corteccia in metallo gold.

Sedute Ciucat di Pedretti Home

Cercate qualche ispirazione per la vostra casa che rappresenti al massimo questa filosofia? Proprio su Instagram troverete molti account che, tramite immagini, raccontano lo stile Wabi Sabi.

E per sognare un po’, in attesa dei prossimi viaggi oltreoceano, date un occhiata al profilo di Villa Kuro: un rifugio da sogno, minimal e appartato nel deserto a Joshua Tree, California. 


La filosofia Wabi Sabi vi ha conquistato? Qui per voi tanti complementi d’arredo che regaleranno alla vostra casa quell’allure imperfetta, accogliente e calorosa che abbiamo imparato ad apprezzare grazie a questa corrente di pensiero che arriva dal Giappone.