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Image from askanews web site

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Roma, 23 feb. (askanews) – Per soddisfare la crescente domanda di auto elettriche, il Gruppo Volkswagen sta pianificando la costruzione di diverse gigafactory. Le celle batteria prodotte saranno utilizzate nei modelli della famiglia ID., e non solo. Nel suo ruolo di Direttore delle Operazioni per le celle batteria del Gruppo Volkswagen, Sebastian Wolf è responsabile della costruzione delle fabbriche e in un’intervista diffusa dal gruppo automobilistico ne presenta il piano.

Avete in programma di costruire cinque fabbriche di celle in Europa entro il 2030. Quanto è importante questo passo?

“Non voglio minimizzare: la costruzione delle gigafactory – risponde Wolf – è un progetto importante, che ci impegnerà davvero molto. Stiamo costruendo diverse fabbriche e sono tre gli elementi fondamentali. In primis, un team forte – ecco perché abbiamo reclutato molti esperti di alto livello provenienti dall’industria internazionale delle batterie, e continueremo ad ampliare l’organico. Poi, i partner giusti per la costruzione degli edifici e degli impianti di produzione. Infine, la standardizzazione. Se pianificassimo ogni impianto singolarmente, servirebbe troppo tempo. Ecco perché abbiamo optato per il concetto di fabbrica standardizzata, pur rimanendo allo stesso tempo adattabili e flessibili. In questo modo, tutte le sedi saranno operative nei tempi previsti”.

Quali sono i vantaggi di una fabbrica standardizzata?

“La progettazione standardizzata semplifica e, soprattutto, velocizza la pianificazione e l’approvvigionamento, poiché possiamo utilizzare gli stessi componenti per gli edifici e le stesse attrezzature in tutte le fabbriche. Soltanto le procedure di approvazione nei vari Paesi sono diverse. Il punto di partenza per la fabbrica standardizzata è la cella unificata del Gruppo Volkswagen, che produrremo in tutte le sedi. La combinazione di questi due elementi consentirà di realizzare elevate economie di scala. Dal punto di vista del cliente, ciò avrà un effetto positivo sul prezzo del veicolo”.

Insieme a Bosch, il Gruppo Volkswagen sta valutando di istituire un fornitore europeo per le fabbriche di celle. Che ruolo ha questo aspetto nei vostri piani?

“Tutt’altro che marginale. Nei prossimi anni in Europa saranno avviati parecchi importanti progetti per la produzione di batterie. Vediamo un grande potenziale nell’essere coinvolti insieme nella fase di creazione di valore relativa all’equipaggiamento dell’impianto. Entrambe le parti hanno competenza nell’innovazione e sono capaci di una produzione industriale su larga scala connessa a livello globale. Tra l’altro, Bosch sviluppa macchinari e impianti su misura e fornisce linee di assemblaggio a controllo digitale”.

Ne i vostri piani rientra anche la collaborazione con Umicore, azienda belga specializzata nella tecnologia dei materiali per le batterie. Che cosa comporterà?

“Vogliamo creare valore aggiunto – risponde Wolf – localizzato anche con questo progetto, per contrastare i potenziali colli di bottiglia. Stiamo valutando con Umicore di sviluppare un’ampia capacità produttiva per i materiali catodici. Stiamo anche discutendo l’approvvigionamento di materie prime e il riciclo. In un’autoelettrica, la cella batteria è una caratteristica distintiva Fonda- mentale. È la chiave per velocità di ricarica e autonomia e, come tale, credo che sia enormemente importante aumentare il know-how in Europa e por- tare da noi le catene di valore”.