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“Mai più un odio così bestiale”, così si potrebbe sintetizzare la visita del Presidente del Senato Ignazio La Russa allo Yad Vashem di Gerusalemme.

Ignazio La Russa allo Yad Vashem

La memoria della Shoah è qualcosa che tocca corde molto sensibili che non possono lasciare indifferenti e il Presidente La Russa lo ha evidenziato con queste parole.…il sentimento è sempre un sentimento nuovo, di dolore, di partecipazione, di vicinanza e di rinnovo nella stessa identica maniera tutte le volte che si guardano queste immagini e si respira questa sensazione”.

La Russa poi ha pregato presso il Kotel sottolineando come quel luogo sacro abbia una funziona importantissima per i tre monoteismi auspicando che dall’Alto possa giungere un aiuto alla pace. 

La memoria non basta: serve la politica

Tuttavia occorre essere ben coscienti che la memoria e gli auspici non bastano. La vicinanza allo Stato di Israele deve essere manifestata concretamente a maggior ragione adesso che lo stato ebraico è percorso da tensioni interne ed esterne molto forti.

Per questo è importante questo viaggio istituzionale che vedrà il Presidente La Russa a colloquio con il Premier Netanhyau. Sarà l’occasione  per rinsaldare i rapporti di amicizia e alleanza tra Italia e Israele e ribadire che il nostro Paese è contro ogni forza terroristica che attenti alla libertà, alla esistenza ed alla indipendenza di Israele. Israele va tutelato nei suoi diritti“.

Il possibile ruolo dell’Italia

Diritto all’esistenza, alla difesa, alla pace che non possono e non debbono essere messi in discussione con la complicità dell’Occidente. In questo l’Italia può giocare un ruolo importante se la sua classe politica tutta riuscirà a liberarsi definitivamente da una sorta di pregiudizio antisraeliano.

Molto deve essere ancora fatto perché, sebbene i vari governi repubblicani hanno sempre manifestato vicinanza allo Stato di Israele, tale vicinanza talvolta non si è adeguatamente concretizzata in azioni politiche inequivocabili, soprattutto nei consessi sovranazionali.

In particolare, in sede ONU, troppo spesso il nostro Paese ha avallato mozioni e risoluzioni di condanna di Israele sulla base di ricostruzioni faziose, interessate e per nulla veritiere in merito al conflitto israelo-palestinese.

Eppure, da qualche tempo – e soprattutto con il nuovo Ministro degli Esteri Tajani – il vento sembra cambiato e le cose paiono aver intrapreso una direzione diversa, seppur con qualche inconveniente.

Ma consolidare le relazioni tra i due paesi è la strada maestra per affermare una precisa scelta di campo: quella a favore della democrazia, rappresentata in Medioriente proprio da Israele.

Israele come campione di democrazia in Medioriente

Le stesse tensioni interne, invero, per quanto suscitino elementi di preoccupazione, sono la manifestazione di un confronto politico e democratico e che vede la partecipazione attiva della cittadinanza. Insomma, cose che dovrebbero essere scontate, ma che, sol che si guardi ai vicini di Israele, scontate non lo sono affatto.

Basta considerare il caso iraniano e il modo in cui le manifestazioni vengono represse nel sangue dal regime degli Ayatollah per avere il quadro plastico della differenza abissale che c’è tra i due paesi.

E per questo è fondamentale ribadire ancora una volta che l’Italia è a fianco di Israele, senza se e senza ma! E sarebbe quantomai opportuno che l’UE seguisse la rotta tracciata dal governo italiano liberandosi di inaccettabili ambiguità.

Una data che possa diventare simbolo di relazioni ancora più forti

In questo contesto, particolarmente significativo è che al tempo stesso in questo 2023, ricorrano sia i 75 anni dalla fondazione dello Stato d’Israele e quelli della nascita del parlamento italiano repubblicano.

Bene, dunque, ha fatto La Russa a invitare il Presidente della Knesset Ohana alle celebrazioni in Italia.

Dal punto di vista, invece, più strettamente politico, si attende l’incontro a Roma dove, tra qualche giorno, il premier israeliano incontrerà Giorgia Meloni dal cui esito auspichiamo relazioni politiche ed economiche ancora più salde e consolidate tra i due paesi.

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