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Vini vegani, cosa sono e perché sceglierli: parola al viticoltore

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Una scelta sostenibile prima ancora che produttiva. Stefano Girelli, viticoltore e titolare della aziende agricole Cortese e Santa Tresa, racconta cos’è un vino vegano e che tipo di lavoro c’è dietro

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 22/03/2021

Cosa sono i vini vegani? In che modo sono diversi da quelli tradizionali? Abbiamo rivolto queste e altre domande a Stefano Girelli, viticoltore trentino e titolare delle aziende agricole Cortese e Santa Tresa, in Sicilia, dove produce con passione e meticolosità vini vegan e biologici. Il produttore ci ha raccontato le caratteristiche e il processo di realizzazione che contraddistingue questi vini, legati in maniera indissolubile alla scelta di uno stile di vita rispettoso dell’ambiente e sostenibile.

Cominciamo dalle basi. Cos’è un vino vegano? Girelli spiega che la differenza si gioca su una diversa filosofia produttiva:

I vini vegani sono vini che nel loro processo di produzione non utilizzano nessun chiarificante e coadiuvante di derivazione animale come albumina, gelatina, caseina o colla di pesce.  

Entrando più nello specifico, il viticoltore sottolinea che nel processo di produzione – in particolare per la chiarifica – si utilizzano proteine di origine vegetali, ottenute dal pisello e dalla patata. Quindi nessun prodotto di derivazione animale interviene nelle fasi di produzione.

Stefano Girelli vini vegani

Oltre le certificazioni, uno stile di vita per tutelare l’intero ecosistema

Quando si parla di vini vegani, Girelli spiega che la prima certificazione è di tipo umano più che legale e passa attraverso il rispetto della natura nella sua interezza. “Tutti i vini delle nostre aziende Santa Tresa e Cortese sono certificati vegan e biologici. Per noi si tratta di uno dei tanti tasselli di una filosofia produttiva che si basa sulla tutela di tutto l’ecosistema che ruota attorno ai nostri vini e vigneti. Siamo prima di tutto viticoltori, la natura è la nostra materia prima principale, – sottolinea il produttore – il suo rispetto è un principio che non andrebbe nemmeno messo in discussione. A Cortese e Santa Tresa siamo molto più che biologici, si tratta di una mentalità, è il nostro modo di vivere. Solo andando oltre le certificazioni e le norme, trasformando il biologico e vegan in un metodo di lavoro e in uno stile di vita, si può preservare il segreto dell’autenticità che si ritrova nel bicchiere”.

“Il tutto – prosegue Girelli – si traduce in pratiche di diverso tipo, dalla produzione di vini vegani e bio alla fertilizzazione naturale. Dalla tutela delle falde acquifere, passando per la valorizzazione di un ecosistema in cui vivono api per la produzione del miele e animali selvatici. Abbiamo abolito ogni forma di intervento chimico in vigna, utilizzando esclusivamente metodi di fertilizzazione naturale, rispettosi dell’ecosistema, come il favino (prodotto in autonomia)”.

“A questo si affianca il recupero di tecniche di coltura tradizionale, elaborate sul territorio quando essere bio non era una scelta bensì l’unica opzione possibile. Persino le avversità concorrono a mantenere un equilibrio naturale che permette alle vigne di crescere forti e sane e di difendersi senza interventi chimici invasivi di alcun tipo”.

“Una sostenibilità a 360 gradi: pratichiamo la confusione sessuale e altre misure green. In una visione coerente ci sembra quasi ovvio produrre vini vegani”. 

vini vegani biodiversita

Vino vegano, nel bicchiere arriva la sostenibilità

A chi si chiede com’è un vino vegano e che differenza c’è con gli altri, Stefano Girelli risponde così: “A livello di qualità del prodotto il consumatore non percepisce differenza. Non si può affermare che un vino vegano sia più o meno buono di uno non vegano. – spiega il viticoltore – La qualità del vino la fanno un insieme di componenti: dalle scelte operate in vigneto, alla qualità della materia prima. Dalla vinificazione alla gestione delle diverse fasi di produzione”.

“Quello che è certo è che un vino vegano è un vino maggiormente attento alla sostenibilità. Certamente si può affermare che anche la scelta di operare in regime vegan sia una scelta qualitativa che rientra in un approccio generale molto attento ai dettagli”. 

Marina e Stefano Girelli
Marina e Stefano Girelli

Scelta etica, ma anche trend di consumo: i vini vegani piacciono alle nuove generazioni

Spesso le nuove tendenze in ambito di cibo e vino inizialmente vengono bollate come mode. In questo caso però c’è di più, c’è sostanza. Un lavoro e una visione che vanno oltre queste considerazioni. “Al di là della scelta etica, per noi fondamentale, vi è anche un interessante trend di consumo che non riguarda solo coloro che optano per un’alimentazione cruelty free, 100% vegetale, ma anche tutti coloro che scelgono un approccio di consumo sostenibile”.

“Dal 2014 al 2019 in Inghilterra le bottiglie di vino vegano sono passate da 150 a 600mila”, spiega Girelli. “Per noi si tratta di un mercato importantissimo, sensibile non solo al tema del vegano ma anche del biologico, altra scelta che detta la nostra filosofia produttiva. Cito un altro dato: “Veganuary” – l’iniziativa che invita a provare un’alimentazione cruelty free – nel mese di gennaio – ha avuto quest’anno un successo crescente. Secondo quanto reso noto dalla omonima ONG britannica che organizza l’iniziativa, la sfida è stata accolta quest’anno di 500.000 aderenti, superando i 400.000 del 2020”. 

“Tra i mercati per noi importanti vi sono anche i Paesi del nord Europa dove esiste una sensibilità importante verso la scelta di prodotti che rispettino la natura. In Italia vi è un interesse crescente, soprattutto da parte delle nuove generazioni, nei confronti di prodotti che abbiano un approccio coerente di rispetto della natura”. 

I vini vegani si confermano dunque un trend sempre più rilevante. Non una moda, bensì una scelta consapevole che non riguarda solo chi ha deciso di essere vegano, ma coinvolge tutti coloro che sentono forte l’esigenza di scegliere uno stile di vita sostenibile.

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L’Autore

Curioso prima di tutto, poi giornalista. E questa curiosità della vita non poteva che portarmi ad amare i viaggi e il cibo in ogni forma. Fotocamera e taccuino alla mano, amo imbattermi in storie nuove da raccontare.

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