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Giocare ai videogame è piuttosto facile, ma quello che non è semplice è rendersi conto di quante persone lo facciano ogni giorno, quante ore vengano trascorse davanti allo schermo per divertirsi attraverso i propri giochi preferiti e che guadagni ci siano per gli sviluppatori di questi prodotti da sogno. Ma non disperate, perché c’è chi ha raccolto per voi gamers curiosi tutti questi dati, analizzandoli minuziosamente e ricavando numeri e statistiche davvero incredibili. Ad esempio, sapevate che i giochi più acquistati negli ultimi 4 anni appartengono per lo più alla categoria PEGI 3 o PEGI 18? Ecco, ora ne siete venuti a conoscenza. Ma questo è solo un assaggio di quello che sta emergendo in queste ultime settimane.

Anche i numeri che riguardano i generi di videogiochi più venduti tra il 2017 e il 2020, in attesa di conoscere i dati relativi al 2021 che potrebbero confermare o inaugurare un nuovo trend, sono assolutamente curiosi. Basti pensare che quest’anno hanno dominato l’actionsport, su console, e l’acrionadventurestrategy, per computer, mentre lo scorso anno la scelta ricadeva spesso e volentieri su titoli di actionstrategyshooter, con gli sparatutto in cima alle classifiche delle vendite di videogame per PC.

FIFA

Probabilmente, quindi, sulla base di tutti questi numeri, si può immaginare che a livello di console, invece, il gioco più venduto del triennio 2017-2019 a livello di console sia stato FIFA, mentre per quel che riguarda i PC ci sia stato un avvicendamento al vertice tra The Sims e Tom Clancy’s Raimbow Six. Ma per scoprire la top 10 di quest’anno e approfondire l’argomento non vi resta che cliccare qui. Rimarrete a bocca aperta perché ci sono dei titoli che non ci si aspetterebbe di trovare in questa particolare classifica.

Ma quanto tempo trascorriamo ogni giorno davanti a uno schermo per giocare? Una domanda cui non si è data una risposta univoca quasi mai fino ad oggi. Certo, relativamente al 2020 c’è da dire che il fatto di dover rimanere per forza a casa a causa del periodo storico che stiamo vivendo ha aumentato a dismisura i numeri riguardanti l’uso di dispositivi hardware adibiti ai videogame, ma non è da credere che prima si usassero per così tanto tempo in meno.

Già nel 2018, ad esempio, di media si trascorrevano 5 ore a settimana davanti alla propria console da casa e poco più di 4 sui propri smartphone e tablet. Moli di tempo già piuttosto alte, considerando il fatto che si poteva lavorare e uscire senza vincoli. L’incremento nel 2020, per i motivi già citati, è stato importante, date le circa 7 ore trascorse a settimana in compagnia della console e le 5 sui dispositivi mobile, ma non è solo frutto della momento storico, bensì all’aumento dell’interesse verso il comparto videoludico della popolazione mondiale.

Giocatori e giocatrici

Infatti, si è allargato il range che riguarda, ad esempio, l’età minima e quella massima in cui almeno una volta si è sperimentato il magico mondo dei videogame. Se prima erano solamente i più giovani a cimentarsi nell’uso di CD, Software e APP per giocare, ora anche gli adulti, fino a circa i 64 anni, dichiarano di divertirsi con le console o i dispositivi mobile. In determinate fasce d’età, poi, non c’è più quel divario abissale di un tempo tra giocatori e giocatrici: le donne che decidono di farsi una partita ai videogiochi, specialmente quelli per cellulari, sono aumentate a dismisura nell’ultimo triennio, andando a raggiungere i loro colleghi uomini.

Il tutto, come conseguenza più logica, ha portato a un aumento enorme dei ricavi del comparto videoludico globale, con picchi di guadagno del 22% nel solo 2020, confermando un trend positivo cominciato nel 2017 e che probabilmente andrà avanti imperterrito per i prossimi anni, anche grazie alla produzione di dispositivi sempre più all’avanguardia e coinvolgenti.

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