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Tutto sul vaccino Janssen anti Covid che ha avuto il via libera dell’Ema

All’Italia spettano 27 milioni di dosi del vaccino di Janssen, che nelle scorse ore ha ottenuto il via libera dall’Ema.

Il vaccino, efficace anche contro le varianti brasiliane e sudafricane, dovrebbe essere distribuito nel secondo trimestre, ma i tempi sono ancora incerti.

Johnson & Johnson, assicura Massimo Scaccabarozzi, amministratore delegato di Janssen Italia, sta facendo “una corsa contro il tempo”.

Nel frattempo, la casa farmaceutica ha avviato una nuova sperimentazione per valutare l’efficacia del vaccino con due dosi.

Tutti i dettagli.

L’APPROVAZIONE DELL’EMA

Partiamo dall’approvazione. “Dopo una valutazione approfondita, il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Ema ha concluso per consenso che i dati sul vaccino erano solidi e soddisfacevano i criteri di efficacia, sicurezza e qualità”, scrive l’Agenzia europea per i medicinali.

VACCINO MONODOSE

Il vaccino, costituito da un adenovirus, che è stato modificato per contenere il gene per la produzione della proteina spike caratteristica del Sars-CoV-2, è “efficace dopo una sola dose”, ha sottolineato Massimo Scaccabarozzi, amministratore delegato di Janssen Italia e presidente di Farmindustria a Buongiorno su Sky TG24. Dopo 7 giorni dalla somministrazione inizierà la produzione di anticorpi.

L’EFFICACIA

Durante la sperimentazione di fase 3 il vaccino ha dimostrato “una riduzione del 67% del numero di casi di Covid-19 sintomatici, dopo 2 settimane, nelle persone che hanno ricevuto il vaccino COvid-19 Janssen (116 casi Covid su 19.630 persone), rispetto alle persone a cui è stato somministrato placebo (348 casi su 19.691)”.

VACCINO EFFICACE CONTRO VARIANTI BRASILIANE E SUDAFRICANE

Buona anche l’efficacia dimostrata contro le varianti brasiliane e sudafricane della malattia. “L’efficacia dei vaccini viene misurata in base ai risultati degli studi. Siccome il nostro vaccino ha iniziato la ricerca qualche tempo dopo gli altri ed è stato sviluppato anche in Paesi come Sudafrica e Brasile, ha incluso anche questi pazienti. Abbiamo dei dati di buona efficacia anche sulla variante brasiliana e sudafricana. Però so che anche altri stanno cercando di modificare rapidamente i loro vaccini per adattarli, perché questo succede sempre, in base alla variazione che troviamo in quel momento nel virus”, ha spiegato Scaccabarozzi.

ALL’ITALIA 27 MILIONI DI DOSI

Avremo, presto, un’arma in più contro il Sars-Cov-2. Grazie al vaccino di Johnson & Johnson, l’Italia potrà “immunizzare” 27 milioni di cittadini. “Sarà la Commissione Europea che dovrà distribuire le dosi nei vari Paesi o dirci dove consegnarne quante. Nel nostro Paese, dei 200 milioni di dosi ne arriveranno circa 27 milioni, che vuol dire 27 milioni di cittadini” protetti, ha aggiunto Scaccabarozzi.

CONSEGNE INCERTE

Ma i tempi di una campagna vaccinale monodose sono ancora incerti. “Non è ancora stato comunicato” il numero di dosi che dovrebbe arrivare nel secondo trimestre. “Ci sono in atto comunicazioni con la Commissione, però siamo già in contatto con l’amministrazione italiana, con il generale Figliuolo”, il commissario straordinario per l’emergenza Covid, “e il suo staff, per programmare al meglio l’arrivo e la distribuzione delle dosi”, ha spiegato l’ad di Janssen Italia.

PRODUZIONE: CORSA CONTRO IL TEMPO

“Il processo di produzione di un vaccino è complicato, ci vogliono mesi”, ha aggiunto Scarabozzi. “Noi, come tutti, stiamo facendo una corsa contro il tempo nella produzione. Questo comporta una collaborazione con tantissimi Paesi: aziende, in teoria concorrenti, stanno aiutando chi ha trovato i vaccini a produrli. Nella distribuzione normale, quando c’è qualche piccolo problema di produzione in un lotto, un dato da verificare, si attinge alle scorte. Qui non abbiamo scorte. Abbiamo chiuso i dati dello studio clinico a fine gennaio, sono passati pochissimi giorni”.

ALLO STUDIO SOLUZIONE CON DOPPIA DOSE

E mentre la società ha avviato la produzione, la casa farmaceutica ha “iniziato uno studio di fase tre che prevede l’analisi delle due somministrazioni. Nella fase di emergenza abbiamo visto che il vaccino funziona molto bene con una ma dobbiamo pensare anche al futuro, per vedere con due dosi a che livello di protezione si arriva. Lo studio è già in corso e speriamo di avere i risultati a breve”, spiega Scarabozzi.

VERSO UN POLO ITALIANO PER LA PRODUZIONE DI VACCINI

E sempre in nome del futuro, il numero uno di Janssen ha anche accennato al progetto del polo italiano per la produzione vaccinale. Il progetti “sta andando avanti molto bene, la collaborazione è continua e perfetta. Stiamo lavorando soprattutto in un’ottica strategica per cercare di individuare come l’Italia possa dare un contributo importante nella produzione di vaccini, col polo italiano ma anche nella produzione dei vaccini, mettendo in contatto chi li ha trovati con importanti realtà di produzione. Continuiamo questa analisi e siamo in linea coi programmi, per avere il prossimo anno l’Italia coinvolta nei processi di produzione europei per tutti i vaccini”.

COVID: UN PROBLEMA ANCHE PER I PROSSIMI ANNI

“Oggi penso di poter dire, a nome di tutte le industrie – aggiunge Scaccabarozzi – che nel giro di un paio di mesi saremo a regime ci dobbiamo pero’ preoccupare in ottica futura, perché gli scienziati dicono che questo e’ un problema con cui ci troveremo a confrontarci anche nei prossimi anni. Meglio farsi trovare pronti con una produzione di vaccini in tutto il mondo e anche in Italia – ha aggiunto – perché l’Italia possa far parte del circuito europeo, già lo fa in parte, ma se potesse dare un contributo maggiore sarebbe un orgoglio per tutto il Paese”.

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