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AGI

“Un momento di grande disonore e vergogna”, dice Obama

AGI – “La storia ricorderà a ragione la violenza di oggi al Campidoglio, incitata da un presidente in carica che ha continuato a mentire senza fondamento sul risultato di un’elezione legittima, come un momento di grande disonore e vergogna per la nostra nazione. Ma ci staremmo prendendo in giro se la considerassimo una totale sorpresa”. Lo scrive in una nota l’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.
“Per due mesi un partito politico e il sistema mediatico che lo accompagnava non ha spesso voluto dire ai suoi seguaci la verità – che questa non era un’elezione particolarmente sul filo di lana e che ci sarà l’inaugurazione di Joe Biden il 20 gennaio”, prosegue Obama. 
“Questa narrazione di fantasia si è allontanata sempre più dalla realtà ed è costruita sulla semina di anni di risentimento. Ora ne stiamo vedendo le conseguenze, avvolte in un violento crescendo”, conclude.
Anche l’ex segretario di Stato, Hillary Clinton ha commentato su Twitter: “Terroristi interni hanno attaccato un fondamento della nostra democrazia: il pacifico trasferimento di potere in seguito a elezioni libere. Dobbiamo ristabilire il dominio della legge e ritenerli responsabili”, aggiunge “la democrazia è fragile. I nostri leader devono rispettare la loro responsabilità di proteggerla”.

Adnkronos

Zona gialla 8 gennaio, oggi dati. Chi rischia zona arancione o rossa

Italia in ‘zona gialla rafforzata’ oggi 8 gennaio, in attesa dei nuovi dati del monitoraggio Iss che potrebbero spedire regioni in zona arancione o rossa -in base all’Rt e agli altri parametri- con misure e regole più rigide. Il nuovo decreto covid, valido fino al 15 gennaio, propone oggi per il secondo giorno divieti e restrizioni più soft per l’Italia in relazione a spostamenti, bar, ristoranti e centri commerciali.  La costante è rappresentata dal coprifuoco tra le 22 e le 5. Secondo il decreto, saranno vietati gli spostamenti tra regioni o province autonome diverse, tranne che per “comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute” documentabili con l’autocertificazione. È ammesso il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Vietati gli spostamenti verso le seconde case che si trovano in un’altra regione o provincia autonoma. I bar e i ristoranti potranno essere aperti fino alle 18, poi saranno consentiti l’asporto e la consegna a domicilio. Riapertura anche per i negozi e i centri commerciali. La zona gialla rafforzata sparirà a mezzanotte, quando si concretizzerà l’inasprimento delle misure nel nel weekend di sabato 9 e domenica 10 gennaio con l’arrivo della zona arancione. Il nuovo decreto covid prevede vincoli per bar e ristoranti. Spicca il divieto di lasciare il proprio comune. “Saranno comunque consentiti, negli stessi giorni, gli spostamenti dai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia”, prevede il decreto. Oggi, inoltre, prenderà forma la cartina dell’Italia dall’11 gennaio, quando torneranno regioni in zona arancione ed eventualmente zona rossa. I dati del monitoraggio settimanale dell’Iss consentiranno di fare il punto sul quadro dell’epidemia. Andrà valutato l’indice Rt: con l’indice superiore a 1 si va in zona arancione, oltre 1,25 significa zona rossa. Un tassello per la ‘pagella’ è rappresentato dalle condizioni dei reparti di terapia intensiva: in molte regioni, dopo alcune settimane di ‘tregua’, si supera la soglia critica di occupazione dei posti letto per pazienti Covid-19 fissata al 30% dal ministero della Salute.  Se la media nazionale è stabile, ormai dal 23 dicembre, esattamente sul 30% (ad eccezione di un lieve calo al 29% registrato il 30 dicembre), sono ben 11 le regioni a ‘sforarla’, con la punta massima registrata dalla Provincia autonoma di Trento che tocca quota 50%, come dagli ultimi dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), aggiornati al 6 gennaio.  Il 50% della Pa di Trento è seguito da Lombardia con il 38%, Umbria, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Bolzano al 35%, Veneto (34%), Puglia (33%), Lazio (32%), Marche, Piemonte ed Emilia Romagna al 31%). Ferma sul 30% la Liguria. Si attestano al 26% Molise, Toscana e Sardegna, al 21%, Sicilia e al 24% l’Abruzzo. Livelli più bassi in Campania (16%), Calabria (13%) e Basilicata e Valle d’Aosta (5%).

AGI

Che cosa WhatsApp sta chiedendo ai suoi utenti

WhatsApp sta chiedendo ai propri utenti di accettare i nuovi termini di servizio e le norme della privacy. Gli utenti che rifiuteranno di condividere questi dati non potranno più usare l’app di messaggistica dal’8 febbraio prossimo. Si legge nella notifica: “Toccando ‘accetto’, accetti i nuovi termini e l’informativa sulla privacy, che entreranno in vigore l’8 febbraio 2021. Dopo questa data, dovrai accettare questi aggiornamenti per continuare a utilizzare WhatsApp. Puoi anche visitare il centro assistenza se preferisci eliminare il tuo account e desideri ulteriori informazioni”. (
L’azienda, contattata da AGI, fa sapere che i cambiamenti in realtà riguarderanno solo gli account ‘business’ iscritti al servizio: “Non ci saranno cambiamenti nella condivisione dei dati con Facebook in merito alle chat non business e alle informazioni sull’account e, per quanto riguarda la messaggistica aziendale, non stiamo imponendo agli utenti di condividere i dati”.
WhatsApp, che nel 2014 è stata comprata da Facebook per circa 20 miliardi di dollari, ha confermato che a partire da questa settimana ha cominciato a inviare ai suoi circa due miliardi di utenti una notifica sull’informativa sulla privacy e i termini di servizio, ma al solo scopo di fornire “informazioni più chiare e dettagliate ai nostri utenti su come e perché utilizziamo i dati”.
Da Facebook quindi viene smentito quanto circolato in queste ore, ovvero che il cambio delle norme sia finalizzato a far aumentare il numero di dati personali che dall’app di messaggistica finiscono al social network al fine di monetizzare maggiormente il servizio e aprirlo alle pubblicità dirette delle aziende. Perlomeno questo non succederà in Europa: “Non ci sono modifiche alle modalità di condivisione dei dati di WhatsApp nella Regione europea (incluso il Regno Unito) derivanti dall’aggiornamento dei termini di servizio e dall’Informativa sulla privacy”, continua WhatsApp in una nota ufficiale, che conferma di non condividere “i dati degli utenti WhatsApp dell’area europea con Facebook allo scopo di consentire a Facebook di utilizzare tali dati per migliorare i propri prodotti o le proprie pubblicità”.

Adnkronos

Ashli Babbitt, chi è la sostenitrice di Trump morta nell’assalto al Congresso

Si chiama Ashli Babbitt la sostenitrice di Trump uccisa da un colpo d’arma da fuoco durante l’assalto a Capitol Hill. La donna, veterana dell’aeronautica militare, il giorno prima aveva annunciato su Twitter la sua partecipazione alla manifestazione, spiegando che “niente ci fermerà”. “Possono provarci quanto vogliono, ma la tempesta è qua e si abbatterà su Washington in meno di 24 ore. Dal bui alla luce”, si legge nel post. Ashli ​​Babbitt, che aveva prestato servizio per 14 anni presso la US Airforce, era sposata e viveva vicino a San Diego. Suo marito Aaron ha spiegato a KUSI-TV che la donna era una grande sostenitrice di Trump, come mostrano anche i suoi profili social, dove ci sono molti commenti a sostegno del tycoon. Dalle immagini che circolano sul web, Babbitt è stata colpita da un proiettile al petto mentre tentava di entrare in un corridoio di Capitoll Hill da una porta finestra. Il capo della polizia Robert Contee ha spiegato che è stato un agente di polizia a sparare e uccidere la donna. E’ stata colpita all’interno della sede del Congresso, dove era entrata per protestare in sostegno del presidente uscente Donald Trump, mentre si arrampicava su una finestra ed è deceduta in ospedale per le ferite riportate. Sulla sua morte è stata aperta un’inchiesta, ha spiegato Contee.

AGI

Metà dei medici non vuole più lavorare in ospedale

AGI – Quasi metà dei medici ospedalieri si vede fuori dall’ospedale pubblico entro due anni. È quanto emerge da a un questionario promosso nel mese di ottobre dall’Anaao Assomed tra i suoi iscritti, che fotografa un “quadro di gravissima sofferenza, non solo dei professionisti, ma anche del sistema sanitario nel suo complesso”. Una sofferenza che viene da lontano, “amplificata dalla pandemia che ha reso insostenibili intensità assistenziale e carichi di lavoro, tanto che solo il 54.3% dei medici ospedalieri di oggi pensa di lavorare ancora in un ospedale pubblico nei prossimi 2 anni. E oltre il 75% – spiega l’Anaao – ritiene che il proprio lavoro non sia stato valorizzato a dovere durante la pandemia, mentre i dirigenti sanitari danno, in media, un giudizio più positivo”. Le ragioni che spingono ad abbandonare gli ospedali, fenomeno già registrato in Inghilterra e in Svezia ed ora anche in Germania, “sono riassumibili in un comprensibile spirito di sopravvivenza. L’eccesso dei carichi di lavoro, legato a una carenza numerica persistente al di la della giostra dei numeri sulle assunzioni, la rischiosità del lavoro, la sua cattiva organizzazione e lo scarso coinvolgimento nelle decisioni che lo riguardano, un problema per il 60.3% dei medici, insieme con una retribuzione non adeguata all’impegno richiesto, rappresentano i fattori determinanti. I medici ospedalieri, come anche i dirigenti sanitari, si sentono schiacciati da una macchina che esige troppo e che nemmeno ascolta la loro voce, svalutati e frustrati da un’organizzazione del lavoro che non sembra avere tra le priorità i loro bisogni e le loro necessità, sia come lavoratori che come persone. È ormai chiaro che il perseguimento della sola efficienza, misurata guardando ai bilanci e agli indicatori numerici e perseguita attraverso progressive riduzioni delle risorse disponibili, è un nemico della resilienza del sistema nel suo insieme”. L’emergenza da Covid-19, sottolinea l’Anaao, “ha messo dolorosamente a nudo questa fragilità e il quadro che emerge lascia presagire un avvenire difficile per la sanità pubblica italiana, il cui declino potrebbe arrivare entro pochi anni se le scenario prospettato dagli stessi medici ospedalieri dovesse realizzarsi. Per evitare il disastro serve un cambiamento radicale rispetto alle politiche del passato, cominciando a rinunciare all’illusione di potere governare un sistema complesso esclusivamente attraverso un illusorio controllo dei conti. Occorre certamente aumentare le risorse e le retribuzioni ma, fattore altrettanto importante, secondo il nostro campione, anche coinvolgere i professionisti nei processi decisionali che governano la macchina ospedaliera”. In particolare le donne si sentono, e sono, la parte della categoria piu’ in difficolta’: “Quasi il 75% delle donne si dichiara insoddisfatto, in qualche misura, della conciliazione tra vita privata e lavoro, con il 20% molto insoddisfatto”. A questo punto, conclude il sindacato, “il compito dei decisori politici di oggi e dei prossimi anni dovrebbe, dunque, essere quello di valorizzare queste spinte positive e questo grande capitale di qualità umane e professionali. La risposta alle sfide sanitarie di oggi e di domani, che non possiamo prevedere nei tempi e nei modi piu’ di quanto abbiamo potuto prevedere la pandemia del 2020, dipende in larga parte da come sceglieranno di trattare i medici ospedalieri e i dirigenti sanitari durante e al termine dell’emergenza che stiamo vivendo”.

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“Simpson hanno predetto tutto”, ironia Twitter su assalto al Congresso

Assalto al Congresso e caos negli Usa, ancora una ‘profezia’ dei Simpson che si avvera? Tra ironia e battute, su Twitter ci si interroga ancora una volta sulle “doti divinatorie” del cartoon creato da Matt Groening. Al centro delle discussioni degli utenti, infatti, la rappresentazione dello scoppio di una guerra civile negli Stati Uniti andato in onda nello speciale di Halloween ‘Treehouse of Horror XXXI’, con disordini nel Paese e le conseguenze della rivolta in un cupo ’20 gennaio 2021′. “I Simpson l’hanno fatto di nuovo”, “sapevano anche questo”, “Simpson unici profeti”, “i Simpson danno migliori predizioni di Paolo Fox”, “Groening come Nostradamus” scrivono sul social, affermando di iniziare “ad avere paura” e, in qualche caso, bollando lo storico programma tv come “inquietante”. “Siamo noi che imitiamo i Simpson, non c’è altra spiegazione”, ribattono altri, per i quali “in America guardano i Simpsons e poi si comportano di conseguenza”. Ma la verità, per altri, è molto più terrena: “I Simpson – spiegano – non prevedono il futuro, ma sono solo acuti osservatori del presente. Ecco perché hanno sempre ragione”. E a frenare gli entusiasmi, ecco che arriva anche una citazione da una ‘fonte’ più che autorevole: “Abbiamo la risposta di Yardley Smith, che nella serie dà la voce a Lisa – sottolinea un utente – : ‘Se vai in onda per tre decenni probabilmente qualcosa la indovini nel corso del tempo'”.

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Usa, Berlusconi: “Presidenza Trump conclusa nel modo peggiore”

“Sorprendono ed addolorano le drammatiche immagini di ieri a Washington. Sono stati violati i luoghi simbolo della democrazia americana, quella democrazia che è modello per noi e per tutti i popoli liberi”. E’ quanto sottolinea il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che in una nota commenta i fatti di Washington. “Aver suscitato, incoraggiato, evitato di condannare questo tipo di comportamenti è un comportamento che nessun leader politico dovrebbe permettersi in un paese democratico”, dice con implicito riferimento al presidente uscente, Donald Trump. “La presidenza Trump, che ha avuto anche aspetti positivi, si conclude nel peggiore dei modi – afferma il leader azzurro – . Non accettare la sovranità popolare, certificata da tutti gli organi giurisdizionali fino alla Corte Suprema, significa mettere in discussione i principi stessi della democrazia liberale e creare una lacerazione pericolosissima nella società Americana”.  “Una lacerazione condannata da molti esponenti autorevoli e responsabili dello stesso Partito Repubblicano. Un centrodestra liberale non può che esprimere questa stessa condanna”, sottolinea Berlusconi. “Mi auguro, nell’interesse dell’America e di tutto il mondo libero, che il presidente Biden riesca a ricucire questa irresponsabile lacerazione”, si legge ancora nella nota.  “I valori democratici, il rifiuto della violenza e il rispetto delle libere scelte di un popolo sono i capisaldi di ogni grande democrazia. Sono valori che gli Stati Uniti hanno coltivato, tramandato ed esportato in tutto il mondo, da sempre”, dice il fondatore di Forza Italia. “E noi italiani saremo sempre grati per questo al grande popolo degli Stati Uniti d’America. Pertanto, bisogna saper accettare ciò che questi stessi valori ci impongono. E, soprattutto, capire quando è necessario ed opportuno fare un passo di lato, ed uscire di scena”, conclude Berlusconi.

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