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Vaccari (Presidente FNOPO): “ecco come immagino il futuro delle ostetriche e degli ostetrici nel nostro Paese”.

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Parla Silvia Vaccari (Presidente della FNOPO): “ecco come immagino il futuro delle ostetriche e degli ostetrici nel nostro Paese”.

Continuano le interviste del direttore del quotidiano sanitario nazionale AssoCareNews.it ai rappresentanti delle istituzioni sanitarie italiane. In questa occasione abbiamo ascoltato la neo-eletta presidente della Federazione Nazionale Ordini Professione Ostetrica (FNOPO), Silvia Vaccari.

A lei abbiamo posto alcune domande per capire come, quando e perché la professione ostetrica potrebbe cambiare e in meglio nel prossimo futuro. Vediamo cosa ci ha risposto.

E’ stata appena eletta alla guida della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica, ma non è nuova in FNOPO avendo ricoperto ruoli di prestigio anche in passato. La usa presidenza sarà di continuità o di discontinuità rispetto a quanto già fatto finora dall’uscente Maria Vicario?

Grazie alla fiducia e al sostegno di molte e molti colleghi, faccio parte dei vertici di rappresentanza ostetrica da molti anni ormai. A seguito delle ultime elezioni per il rinnovo degli organi di governo della Federazione per il quadriennio 2021-24, le prime che secondo la legge 3/2018 prevedono 15 membri nel Comitato centrale per un mandato della durata di 4 anni, sono alla guida della Fnopo esattamente dal 17/04/2021. Il mio insediamento ufficiale, in qualità di presidente nazionale, è stato il 19/04/2021. La mia presidenza sarà connotata dal programma elettorale proposto insieme alle altre professioniste, scelte a far parte della mia lista, e che è votato dalle e dai presidenti degli Ordini territoriali, e nasce per dare risposte alle necessità della professione e alle richieste della popolazione femminile.

Lei oggi rappresenta più di 20.000 Ostetriche e Ostetrici in Italia. Qual è il suo progetto di rilancio della professione nel prossimo quadriennio?

Il Comitato centrale di cui sono presidente, che rappresenta 21.500 Ostetriche/i, ha tra i suoi obiettivi principali promuovere e sviluppare la leadership ostetrica attraverso la formazione continua dedicata, sia per le cariche all’interno degli Ordini territoriali, sia come Ostetriche dirigenti, coordinatori, etc. Cruciali per il raggiungimento di questi obiettivi sono ad esempio preservare e vigilare sugli spazi di autonomia e di responsabilità professionale in ambito ostetrico-ginecologico e neonatale; favorire l’espressione e il valore della professione ostetrica nell’organizzazione del lavoro e nella costruzione dei Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA), attraverso azioni politiche finalizzate a supportare ruoli dirigenziali, incarichi organizzativi, professionalità specialistiche ed esperte in rispondenza alle normative contrattuali vigenti. Oggi più che mai servono strategie vincenti per potenziare la costruzione della rete FNOPO attraverso la costituzione di gruppi di lavoro, comitati osservatori e tavoli tecnici dedicati per aree strategiche, volti all’elaborazione di linee di indirizzo sul piano politico e professionale. La Federazione, inoltre, intende farsi portavoce delle istanze di tutte le componenti della categoria sostenendo, tutelando e valorizzando ad esempio la Libera Professione, quale esercizio autonomo ed espressione della cultura imprenditoriale, così come attivando gruppi di lavoro e di confronto per promuovere l’integrazione tra libere professioniste e i dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale. Lo scopo è la condivisione dei percorsi e la valorizzazione della centralità dell’utente: donna, coppia, famiglia, collettività. Certamente è indispensabile investire di tale compito anche i decisori politici, sensibilizzandoli sul ruolo cardine dell’Ostetrica/o, a livello della famiglia e della comunità, nella prevenzione, educazione e cure territoriali (consultori, domicilio, case della salute, scuole, residenze sanitarie ecc.). A tal proposito, la FNOPO si impegna per la definizione del fabbisogno delle risorse della professione ostetrica, adeguate a livelli di cura di qualità in tutti i setting assistenziali e nella realizzazione di una partnership per la care ostetrica nella politica socio–sanitaria grazie a collaborazioni con associazioni impegnate nella promozione della salute della donna e di genere, con utenti e gruppi di pressione o influenzati dalle attività istituzionali/professionali. L’impegno del nuovo Comitato centrale è quindi avviare percorsi e strategie multiple di interazione e confronto con i Ministeri, le Istituzioni politiche e sociali, la collettività ed i principali portatori di interesse (stakeholders). Non da ultimo si vuole implementare l’inserimento nel nomenclatore tariffario nazionale delle attività assistenziali ostetriche e il riconoscimento/realizzazione dell’attività libero-professionale intramuraria. Al di fuori dell’ambito dirigenziale della categoria, e quindi politico e professionale, la Federazione punta a rinnovare e sostenere l’immagine pubblica e il valore sociale della professione che vada di pari passo, e sia dunque aderente, all’evoluzione e al cambiamento del contesto sociale e politico-sanitario.

Alla Professione Ostetrica è stato affidato la facoltà di vaccinare la popolazione italiana contro il Coronavirus. E’ un risultato richiesto ed ottenuto grazie anche all’estrema professionalità dimostrata finora dalla vostra categoria. All’immunizzazione sono correlati tuttavia dei rischi per chi somministra e per chi riceve la somministrazione. Dal punto di vista normativo crede che i suoi iscritti siano tutelati dal punto di vista delle responsabilità penali e civili? Non crede che sia necessario uno “scudo” legislativo che vi tuteli rispetto a possibili eventi avversi del farmaco vaccinale?

La presenza di competenze specifiche in ambito vaccinale può legittimare – tanto più nell’attuale emergenza sanitaria – l’impiego del/della professionista ostetrica/o nella campagna di vaccinazione di massa contro la SARS-CoV-2 (Covid-19). Questo non solo perché evidenti ragioni di necessità e urgenza connesse alla pandemia in atto richiedono che il servizio sanitario risponda con tutte le sue risorse professionali, ma soprattutto perché il profilo professionale (e quindi l’ambito di competenze dell’Ostetrica/o) garantisce qualità ed appropriatezza anche rispetto a questa prestazione sanitaria specifica. Peraltro, il sistema normativo vigente in materia disciplina delle professioni sanitarie porta a conclusioni chiare sulla individuazione della competenza vaccinale dell’ostetrica, su prescrizione ed in collaborazione con un medico referente presente nella struttura e nel rispetto delle idonee procedure operative e di sicurezza, nell’ambito definito dal profilo professionale.

In merito a uno “scudo penale” per i vaccinatori, occorre ricordare che già l’attuale Decreto Aprile prevede all’art. 3 l’esclusione della responsabilità del personale sanitario per i delitti di omicidio colposo e lesioni personali colpose, conseguenti alla somministrazione di un vaccino anti Sars-Cov-2, in caso di osservanza delle regole cautelari relative all’attività di vaccinazione. Una norma che avrà peraltro efficacia retroattiva.

Ritengo che al momento possa rappresentare un buon sistema a difesa dei/delle professionisti/e ostetriche che su base volontaria presteranno il proprio servizio come soggetti vaccinatori.

L’assistenza ostetrica è limitata ad ambiti specifici che tutti ben conosciamo. Da tempo, però, la FNOPO si sta battendo per il riconoscimento delle nuove competenze e per il riconoscimento delle nuove responsabilità. A che punto siamo arrivati?

Tradizionalmente l’Ostetrica/o è responsabile della cura in ambito perinatale, portando a termine autonomamente l’assistenza in gravidanza, parto e puerperio e promuovendo attivamente l’allattamento materno e le cure neonatali. Sebbene la maggior parte delle donne conosca l’Ostetrica/o durante il parto o nei Corsi pre-parto, questa professionista si occupa anche dei programmi di prevenzione oncologica (ginecologia-senologia), d’accompagnamento alla menopausa, dell’educazione e riabilitazione del pavimento pelvico, contraccezione, educazione alla sessualità negli adolescenti, assistenza alle donne vittime di violenza e molto altro rientri nell’assistenza alla donna e nella salute di genere. La Fnopo sarà sempre più attiva nella promozione di tali competenze specifiche che sono determinanti per la presa in carico della salute della donna in tutte le fasi del suo sviluppo biologico, sessuale e riproduttivo.

Da neo-presidente FNOPO ha il compito di interagire anche con le altre Federazione, quella degli Infermieri e quella delle Professioni Sanitarie. Quali sono i rapporti attuali con i professionisti “cugini” e come intende proseguire nel prossimo futuro? E cosa ne pensa di un coordinamento nazionale di tutti i professionisti della salute (non medici)?

Le professioni sanitarie e sociosanitarie sono già inserite all’interno CUP, che è un’Associazione costituita dalle rappresentanze istituzionali regionali degli Ordini e dei Collegi professionali. L’Associazione si propone di coordinare la presenza istituzionale degli enti rappresentativi delle professioni liberali, in relazione all’importanza del ruolo svolto dai professionisti nella vita economica e sociale delle regioni. Negli ultimi anni ha assunto anche un ruolo di “coordinatore” nel rapporto tra gli organi pubblici e i cittadini.

In questo scenario, le professioni sanitarie e socio sanitarie collaborano già attivamente insieme e sinergicamente con tutti i professionisti che si affacciano al mondo salute. Credo che perseguire obiettivi comuni in cui mettere al centro i bisogni dei cittadini sia obiettivo di tutti, a prescindere dal ruolo svolto. Ogni Professionista è la tessera di un Puzzle che per propria competenza fa la sua parte e deve connettersi alle altre. E’ grazie a questo sistema che il nostro servizio sanitario riesce a superare le diseguaglianze nel diritto all’accesso alle cure e alla salute”. Per quel che riguarda nello specifico la Fnopo, riteniamo essenziale instaurare e sostenere rapporti di collaborazione all’insegna del rispetto del reciproco specifico professionale. Un impegno che deve avere come obiettivo il raggiungimento della tutela del nostro servizio sanitario universalistico.

Grazie presidente e buon lavoro!

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