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Usa e Amnesty International in difesa di Protasevich

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BIELORUSSIA

24.05.2021 – 08:26

Aggiornamento : 08:42

Chiesta l’immediata liberazione del giornalista

MINSK – Gli Stati Uniti «condannano duramente» il comportamento della Bielorussia e chiedono l’immediato rilascio il giornalista bielorusso Roman Protasevich.

La dichiarazione della Casa Bianca arriva in concomitanza con una presa di posizione di Amnesty International: «L’Unione europea e il resto del mondo devono reagire senza indugio e chiedere l’immediata liberazione» del blogger oppositore del presidente Lukashenko, si legge in una nota firmata da Marie Struthers, direttrice per l’Europa orientale e l’Asia centrale dell’organizzazione.

«Non c’è dubbio che le autorità bielorusse abbiano utilizzato una falsa minaccia di bomba e un jet da combattimento Mig per costringere un aereo in volo da un Paese dell’Unione europea a un altro ad atterrare a Minsk con l’apparente unico scopo di trattenere un giornalista dissidente esiliato che volevano assolutamente mettere a tacere. Anche se suona come una straordinaria trama di Hollywood, non lo è – afferma la dirigente di Amnesty -. La realtà di questo apparente atto di pirateria aerea è agghiacciante. L’Unione europea e il resto del mondo devono reagire senza indugio e chiedere l’immediata liberazione di Roman Protasevich. Gli dovrebbe essere permesso di lasciare la Bielorussia e viaggiare in un Paese di sua scelta».

L’anno scorso – ricorda Amnesty -, Nexta e i suoi canali gemelli sono stati dichiarati «estremisti» e successivamente banditi in Bielorussia dai servizi di sicurezza del Paese, nell’ambito di «una brutale repressione delle autorità contro il dissenso pacifico nel Paese scattata dopo i controversi risultati delle elezioni presidenziali del 9 agosto».

Roman Protasevich e il suo socio Stsyapan Putsila sono stati inseriti in un elenco di «individui coinvolti in attività terroristiche». I due sono stati anche accusati di «incitamento a rivolte di massa», «grave violazione dell’ordine pubblico» e «incitamento all’odio sociale» contro funzionari pubblici e forze dell’ordine, reati per i quali rischiano fino a 15 anni di carcere.

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