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Una mimosa contro la violenza: Polizia di Stato e pubblici esercizi insieme per le donne

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di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 08/03/2021

Un progetto di prevenzione contro la violenza verso le donne, che metta in rete i locali italiani in rete con la polizia. Basterà entrare in un bar o un ristoranti, chiedere un cocktail o un’ordinazione con uno speciale nome in codice (magari un mimosa), per far scattare la rete del soccorso. Ecco il progetto reso noto oggi in una nota da Fipe per aiutare le donne in maniera concreta.

In Italia d’altronde esiste un bar ogni 400 abitanti e un pubblico esercizio ogni 250. Una rete di locali che secondo questo progetto potrebbe trasformarsi in un vero e proprio sistema di controllo del territorio, dedicato alla prevenzione e al contenimento della violenza sulle donne.

Una violenza che troppo spesso finisce per incrociare in maniera diretta o indiretta i locali italiani.

I casi di cronaca ci raccontano di dipendenti e imprenditrici, bersaglio di attenzioni eccessive e tutt’altro che ricambiate da parte di clienti più o meno annebbiati dall’alcol. Ma anche di donne in fuga dai loro aguzzini che trovano rifugio nei bar o nei ristoranti aperti.

“È essenziale che chi si trova a vivere queste situazioni sia preparato ad affrontarle al meglio, a riconoscere i segnali di pericolo e a reagire di conseguenza. Ecco perché, in occasione della giornata internazionale delle donne, rilanciamo il valore delle iniziative concrete: le mimose fanno piacere e sono belle, ma ciò che vogliamo davvero è poter vivere le nostre abitazioni e i nostri locali in sicurezza”.

Con queste parole la presidente delle imprenditrici di Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, Valentina Picca Bianchi, riassume il progetto di prevenzione della violenza di genere sul quale sta lavorando insieme al Ministero dell’Interno e al Dipartimento Centrale anticrimine della Polizia di Stato.

L’idea, nata lo scorso novembre in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, si è sviluppata nel corso dei mesi e nelle prossime settimane si tradurrà in un protocollo d’intesa e in un road show per presentare e avviare alcune iniziative concrete:

  • la promozione all’interno dei pubblici esercizi di una cultura di vicinanza e sostegno sia al personale femminile che alle clienti;
  • la diffusione di una campagna di comunicazione interna volta alla tutela ed alla sicurezza della donna sia come lavoratrice sia come fruitrice di servizi all’interno dei pubblici esercizi;
  • la realizzazione di percorsi di sensibilizzazione, informazione e formazione all’interno dei locali finalizzati a formare il personale ed a spiegare la violenza nei luoghi di lavoro;
  • la messa in atto di strumenti per far comunicare le donne in difficoltà o in caso di pericolo, con le forze dell’ordine.

“Alcune di queste procedure – prosegue Picca Bianchi – sono già consolidate presso la Polizia di Stato, ma è fondamentale lavorare perché siano assimilate anche dal mondo dei locali.

Per questo stiamo pensando a un cocktail speciale, magari un ‘mimosa’, che potrà funzionare come un messaggio in codice: ordinandolo, le donne che sentiranno la propria incolumità minacciata segnaleranno un disagio che si tradurrà in una richiesta di intervento alle forze dell’ordine”

“È essenziale – conclude la presidente – mettere in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione per dare il via a una rivoluzione prima di tutto culturale, in particolare in questo momento post pandemico che vede le donne ancora più fragili, con un aumento delle violenze domestiche e un crescente dramma occupazionale”.

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