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Matali Crasset firma una casa-osservatorio sul mare della Normandia

Un appartamento all’ultimo piano di un condominio di fronte al mare si trasforma in un osservatorio dove entra da protagonista un paesaggio straordinario fatto di falesie, immense dune, maree imprevedibili. Trasformazione ottenuta dal tocco di una designer dalla storia molto particolare: Matali Crasset, classe 1965, le sue collaborazioni a Milano con Denis Santachiara e a Parigi con Philippe Starck, hanno abituato il pubblico ad apprezzare le sue stravaganze e soprattutto a stupire, sviluppando nuove tecnologie articolate intorno a principi quali modularità e  flessibilità. Una propria metodologia impostata sulla possibilità di scardinare l’evidenza dei codici che governano la nostra vita quotidiana per liberarsene e sperimentare il meglio. «Non amo disegnare dei semplici mobili! Si deve dare priorità alla funzione, prima che alla forma e all’estetica». È sua abitudine decostruire i codici al fine di costruirne di nuovi, più pertinenti.

Il divano con affaccio sulle dune e sul mare della NormandiaPh. Philippe Piron

In un paese di villeggiatura del nord della Francia, dove si può ancora scorgere un immaginario Jaques Tati uscire da una vecchia stazione, con il suo cappello, la valigia, la pipa e l’ombrello sotto il braccio, un Monsieur Hulot in vacanza in questo paesaggio in bianco e nero di fronte alle falesie della costa inglese, Matali Crasset trasforma l’appartamento all’ultimo piano di un edificio affacciato sulle dune in un progetto che lei nomina “Plateform, appartamento al mare” perché è proprio una piattaforma rialzata, con accorgimenti tali da  rendere gli spazi flessibili e permettere agli abitanti di avere una maggior fruibilità dello spazio esterno  annullando quasi la barriera tra interno ed esterno.