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Un viaggio nell’Italia contemporanea attraverso il vetro

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Triennale Milano e Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte portano avanti il ciclo di mostre Mestieri d’Arte & Design, Crafts Culture, quattro esposizioni che propongono un punto di vista inedito sulle arti applicate contemporanee. Dopo Mirabilia, che ha riunito una serie di esempi di alto artigianato milanese, la mostra “Vitrea – Vetro italiano contemporaneo d’autore”,  curata dallo storico gallerista e curatore Jean Blanchaert e visitabile fino al 22 agosto, propone un viaggio attraverso preziosi vetri d’autore.

Lucio Bubacco, “Fuga dal Coronavirus” ph credit Diego Lazzarini

Nello spazio della Quadreria della Triennale di Milano, Vitrea ci dà la possibilità di esplorare e scoprire le migliori produzioni artistiche contemporanee, risultato della maestria italiana nella lavorazione del vetro. In mostra, 80 pezzi creati da 40 artisti, artigiani/artisti e designer, italiani e stranieri selezionati da Blanchaert con il coordinamento di Irina Eschenazi che trasformano ancora una volta la Quadreria della Triennale in un cabinet de curiosités rinascimentale.

Simone Crestani, “Tensione Estetica”, ph credit Atelier Crestani

Le opere esposte indagano le infinite possibilità offerte dalla lavorazione del vetro attraverso le opere di mastri vetrai, ma anche artisti e designer. In questa seconda Wunderkammer creata da Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte si trovano esposte sculture, lampade, vetrate, opere figurative realizzate in vetro soffiato, in vetro a lume, in vetro massello, in vetrofusione, in vetro mosaico e a stampo, oltre a  lavori in cui il vetro si sposa ad altri materiali, come ferro e legno.

Lilla Tabasso, “Abbandono”, ph credit Roberto Marossi

Artisti e designer arrivano da Murano, ma non solo. «La mostra rappresenta una eccezionale Wunderkammer, un ideale viaggio in Italia, da Venezia a Colle di Val d’Elsa a Roma, alla scoperta di alcune tra le più alte e originali espressioni della lavorazione del vetro italiane e internazionali, con la raffinata cura di Jean Blanchaert, profondo conoscitore ed esperto», commenta Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano.

Marcantonio-Brandolini d’Adda, “Unknown N52” ph credit Enrico Fiorese

«Il fragilissimo vetro fa viaggiare ovunque, fa lavorare molta gente ed è sopravvissuto, nei millenni, a innumerevoli crisi, non soltanto finanziarie – commenta Jean Blanchaert  – Come è accaduto per certe culture e certe religioni meno frequentate di altre, il sottile filo di vetro, che spesso ha dato l’impressione di spezzarsi, ha dimostrato di essere più forte dell’acciaio, di tenere nei secoli. Tutto ciò accade ancora oggi perché i maghi che lo sanno lavorare sono attaccati a questa materia come un orchestrale alla musica».

Lino Tagliapietra, “Mdusa”, credit Francesco Allegretto

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