“un-morto-tedesco-vale-8-morti-italiani”.-astrazeneca,-“allucinante”-verita-politica?-senaldi,-cosa-c’e-dietro-lo-stop-di-draghi
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“Allucinante”. Pietro Senaldi, in studio da Giovanni Floris a DiMartedì su La7, definisce così lo stop alla vaccinazione con AstraZeneca, deciso dal governo italiano e dall’Aifa, la nostra agenzia del farmaco, dopo alcuni casi sospetti di soggetti morti dopo essersi vaccinati con il siero anglo-svedese. La Gran Bretagna, che pure in proporzione ha contato più vittime tra i vaccinati, è andata avanti a spron battuto in mancanza di prove scientifiche che evidenziassero un nesso tra il vaccino e i decessi. L’Unione europea ha invece assistito in silenzio alle reazione da panico dei vari paesi membri, che anche sull’onda emotiva e la reazione popolare ha deciso di fermare la campagna, con ovvie conseguenze negative sul piano della copertura  vaccinale e della fiducia della gente nei confronti dei vaccini anti-Covid. 

“Che si riprenda giovedì è una buona notizia – spiega il direttore di Libero -, ma viene da chiedersi perché ci siamo fermati lunedì”. La risposta, forse, più che nella cautela sanitaria è da ricercarsi nella politica. Nella paura, in altre parole, che la gente spaventata volti le spalle ai governanti “insensibili”.

“La mia sensazione? Pressioni internazionali eccetera, che è l’ennesimo omaggio alla Germania. Angela Merkel si è spaventata, ha fermato tutto, c’è stato un giro di telefonate tra i ministri della Salute e noi ci siamo adeguati. Vale la solita regola: un morto in Germania, 8 morti in Italia al giorno, come dice la dottoressa Salmaso. Il dato vero è che in Inghilterra prima della vaccinazione c’erano 1.000 morti al giorno e oggi ce ne sono meno di 100“.

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