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La polizia sudafricana ha arrestato più di 120 uomini sospettati di essere coinvolti nello stupro di gruppo di otto donne che stavano lavorando sul set di un video musicale nella zona di Krugersdorp, a nord-ovest di Johannesburg, nel nord del paese. Tutti gli uomini arrestati sono “zama-zamas”, minatori irregolari che spesso provengono da paesi esteri e che in diverse occasioni sono stati accusati dalla popolazione locale di violenze e comportamenti illegali.

Stando alle prime ricostruzioni delle forze dell’ordine, lo stupro sarebbe avvenuto giovedì scorso in una miniera abbandonata dove stavano lavorando 22 persone, tra cui 12 donne. La polizia ha detto che la troupe era stata attaccata «da un gruppo di uomini armati avvolti in coperte», che avevano ordinato a tutte le persone presenti di sdraiarsi a terra e quindi avevano violentato otto donne. Il capo della polizia della provincia di Gauteng, Elias Mawela, ha fatto sapere che dopo lo stupro i sospettati avevano rubato gli effetti personali delle persone aggredite e tutta la loro attrezzatura.

Finora nessuna delle persone arrestate è stata incriminata formalmente per stupro o violenza sessuale; per il momento i sospettati sono stati fermati con l’accusa di possesso illegale di armi e attività illegali legate all’estrazione mineraria. Mercoledì sono stati convocati in tribunale. Nel frattempo sono in corso le indagini: la polizia conta che i test sul DNA diano indicazioni utili a collegare alcuni degli uomini arrestati all’aggressione.

Lunedì più di 300 persone hanno manifestato davanti al tribunale di Krugersdorp per protestare contro le violenze commesse, che hanno portato di nuovo l’attenzione sul problema delle violenze di genere nel paese.

Secondo i dati del governo, nei primi tre mesi di quest’anno in Sudafrica sono stati segnalati almeno 10.818 casi di stupro: un aumento del 13,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2021, e un numero che si stima sia molto inferiore rispetto a quello effettivo, visto che spesso le violenze sessuali non vengono denunciate. Le comunità della zona hanno imputato le violenze agli zama-zamas, che spesso arrivano in Sudafrica da paesi come Mozambico e Zimbabwe per lavorare nelle miniere illegali e vengono accusati di rapine, aggressioni e violenze sessuali.

La questione è comunque piuttosto complicata dal fatto che, secondo varie organizzazioni non governative, gli zama-zamas sono spesso a loro volta oggetto di discriminazione e razzismo da parte dei sudafricani, e sono presi di mira da gruppi contrari all’immigrazione.