Tutto chiaro dopo le parole di Draghi sulla vaccinazione eterologa?

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Il corsivo di Umberto Minopoli, manager e saggista, sulla vaccinazione eterologa

Oggi devo fare il richiamo di Astrazeneca. Ma la condotta del governo mi ha messo dubbi: è stata disinformativa, oscillante, contraddittoria e catastrofica negli effetti. E, mi dispiace, stavolta il presidente del Consiglio ci ha messo del suo.

Una settimana fa, il governo ha annunciato una linea: obbligo di eterologa sotto i 60 anni e vaccino Astrazeneca e simile limitato solo agli ultra 60 anni.

Risultato: si impauriscono tutti.

Quelli sopra i 60 anni, come me, ragionano: una cosa che è pericolosa per chi ha 50, 57, 60 anni (al punto di vietarla), come diventa tranquilla se hai 61, 67 o 70 anni?

Il virus, forse, è in grado di leggere il grado di invecchiamento delle cellule umane? No, solo statistica.

Ma allora perché vietarla appena sotto i 60 anni?

Il sospetto diventa: se obbligano a cambiare vaccino sotto i 60 anni, vuol dire che Astra è pericoloso. Se lo limitano agli ultra 60 è solo per non buttare le dosi e non sconvolgere la campagna vaccinale.

Un azzardo. Che, infatti, sconvolge la campagna. P

er una doppia incomprensione: sull’eterologa, imposta mentre frotte di medici affermano che mancherebbero i test e i dati per dire che è sicura; su Astrazeneca, consentito a chi ha superato i 60 anni, ma in base ad un argomento privo di scientificità o oggettività.

Il risultato è che si impauriscono tutti, ultra60 e minus60. Lo fa notare la diligente ed efficiente Regione Lazio.

Risultato: tutto cambia di nuovo in 7 giorni. Ora l’eterologa non è più obbligatoria sotto i 60 anni , ma solo “consentita”; l’Astrazeneca resta sopra i 60 anni.

Chiaro? Macché.

Apri il giornale e leggi che il presidente del Consiglio fa il richiamo con l’eterologa. Spiegano che deve farlo perché ha pochi anticorpi.

Dunque, sopra i 60 anni, chi ha il richiamo Astra, prima di farlo, dovrebbe fare il test anticorpale. E chi ce lo aveva detto, sinora? Perché non ce lo avete fatto? Risultato: io che non avevo dubbi sul mio richiamo Astrazeneca, adesso li ho.

Non rinuncio al richiamo, che ho fra poche ore, ma farò questa domanda al medico: le sembra dottore che, con questa condotta del governo dell’ultima settimana, io ho i dati, sufficienti e tranquillizzanti, per esprimere il “consenso informato”, come lo chiamano, al richiamo con Astrazeneca?

Registrerò la sua risposta, a futura eventuale memoria. Ma farò il vaccino: voglio uscire dall’incubo.

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