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Tutti pazzi per lo Sputnik in Italia

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Se l’Ema prima e l’Aifa poi dovessero dare il via libera, presto in Italia potrebbe esserci una vera e propria invasione di Sputnik V, il vaccino anti-Covid made in Russia. La notizia di oggi è che la Campania ha chiuso l’accordo con il fondo russo che si occupa della commercializzazione delle dosi e appena ci sarà il via libera, inizierà la somministrazione. L’annuncio è arrivato dal presidente della Commissione Sanita’ del Consiglio regionale della Campania, Enzo Alaia: “Come Regione Campania – spiega su Facebook – abbiamo lavorato a lungo sulla possibilità di anticipare il governo sull’acquisto dei vaccini, allo scopo di ottenerne una fornitura più congrua che potesse compensare la carenza di dosi, manifestatasi nel corso di questi mesi. Lo avevamo preannunciato qualche settimana fa ed oggi, finalmente, la Regione ha raggiunto l’accordo con Human Vaccine, il Fondo russo che gestisce la commercializzazione del vaccino Sputnik V. In Campania, dunque, è in arrivo Sputnik, e attendiamo solo il via libera di Ema ed Aifa per la somministrazione”.

🔴 Come Regione Campania, abbiamo lavorato a lungo sulla possibilità di anticipare il Governo sull’acquisto dei vaccini,…

Posted by Enzo Alaia on Friday, March 26, 2021

Sputnik V: la sperimentazione allo Spallanzani (e al Sacco)

Intanto, subito dopo Pasqua, prenderà il via presso l’Istituto Spallanzani di Roma la sperimentazione dello Sputnik V. L’obiettivo è quello di comprendere se il vaccino di Putin sia efficace contro le varianti, in particolare contro quella inglese, sudafricana e brasiliana. Inoltre, si lavorerà per capire quale sia il suo uso come richiamo per soggetti che hanno già ricevuto la prima dose di un vaccino simile, come quello di AstraZeneca. La sperimentazione avverrà in collaborazione con l’Istituto Sacco di Milano e di conseguenza coinvolgerà, seppur di striscio, anche la Lombardia. “I colleghi dello Spallanzani – frena Massimo Galli, responsabile delle Malattie infettive dell’ospedale Sacco – mi hanno detto se ero interessato a collaborare, ho detto sicuramente di sì ma lì ci si è fermati. Qui, per il momento, non parte nulla. C’è stata la mia individuale dimostrazione di interesse ma niente di più”.

Zaia furioso ed a ragione

Intanto, il governatore del Veneto, Luca Zaia, da una parte canta vittoria, perché la sua giunta regionale è stata una delle prime a tentare l’acquisto autonomo di vaccini, ma dall’altro si sente beffato perché la sua iniziativa è stata fermato da Roma. “Ogni governatore decide cosa fare. Non ho nulla contro la Campania, ma se comprano lo Sputnik e il governo non dice niente, significa che avevo ragione io. Significa che le Regioni possono comprare vaccini a me è stata raccontata la storiella che le Regioni non potevano rifornirsi in maniera autonoma. E’ falso. Mi hanno rotto le scatole per nulla”, le parole di Zaia nel consueto punto stampa quotidiano. Effettivamente c’è un’evidente disparità di trattamento: perché il Ministero della Salute ha subito stoppato il Veneto appena si è messo all’opera per procacciarsi dei vaccini e non ha fatto lo stesso con De Luca?

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