Tutti i sorrisi e le manovre anti-cinesi del G7 in Cornovaglia

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Al G7 in Cornovaglia sono stati invitati altri Paesi, strategici per il consolidamento delle alleanze globali: Corea del Sud, Australia e Sudafrica. L’articolo di Chiara Oldani

I leader dei paesi del G7 – USA, Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia – sono ospiti del Regno Unito in questo week end nella riunione annuale più attesa da mesi per molteplici motivi: la fine della pandemia, la rinascita delle economie dei paesi più indebitati del mondo, il ritorno alla cooperazione internazionale e il consolidamento di grandi alleanze globali.

Sfondo piacevole alla vista del meeting la costa atlantica sabbiosa della Cornovaglia nel sud dell’Inghilterra; una località turistica e marittima che promuove la Gran Bretagna post-Brexit. La Bbc trasmette con orgoglio il meeting dove Boris Johnson fa gli onori di casa insieme alla neo-moglie; BoJo nel suo discorso di apertura ha ammesso che la fine della pandemia deve anche portare a non commettere gli stessi errori del passato, che dobbiamo essere più eguali e inclusivi.

Nel 2020 la presidenza di turno del G7 era americana e il presidente Donald Trump non ha voluto organizzare il meeting, negando il ruolo della cooperazione politica e delle alleanze globali. La pandemia mondiale ha fatto rinsavire gran parte degli elettori americani e il suo motto MAGA – Make America Great Again – è evaporato nelle urne. La scorsa settimana il blog personale di Trump è stato chiuso per mancanza di traffico.

Sono stati invitati altri paesi, in chiave strategica, per il consolidamento delle alleanze globali: Corea del Sud, Australia e Sud Africa. I leader dei paesi arrivati a Carbis Bay sono stati accolti dalla Regina Elisabetta e dalla famiglia reale ‘quasi’ al completo; ampi sorrisi, mezzi abbracci, grande sollievo si legge nel body language di tutti.

Grande assente la Cina. La cooperazione internazionale non è, infatti, un valore per la Repubblica del Popolo cinese; in occasione della riunione dei primi ministri dei paesi del G20 di ottobre a Roma, Mario Draghi farà gli onori di casa e dovrà lavorare duramente per smussare gli spigoli.

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