“tutti-chiusi-in-casa-e…”.-travaglio,-sconcertante-prima-contro-draghi:-ma-il-fatto-lo-dirige-conte?-|-guarda
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Come si suol dire, il bue che dà del cornuto all’asino. Marco Travaglio e il Fatto quotidiano si superano: storicamente in ginocchio da Giuseppe Conte, il direttore riesce nell’impresa di criticare Mario Draghi accusandolo dello stesso capo d’imputazione che il resto d’Italia aveva rivolto a Conte, e che il Fatto per mesi ha bellamente ignorato. Vale a dire, “le conferenze stampa in solitario”. Esatto: dopo un anno di Dpcm e show su Facebook senza contraddittorio, con l’ex premier Conte che tutt’al più perdeva la calma e invitava a fare meglio di lui qualche giornalista che osava muovergli un appunto sulla gestione dell’epidemia. E il Fatto muto. 



Ora però a Palazzo Chigi c’è Draghi, da una manciata di settimane, chiamato a porre rimedio ai disastri e ai ritardi del predecessore su campagna vaccinale e Recovery Plan. Dopo mesi persi tra crisi di governo e caccia ai responsabili, insomma, non c’è tempo da perdere. Ma il Fatto ritrova il coraggio perduto e in prima pagina contesta all’ex numero uno della Bce: “Tutti chiusi in casa e niente domande”, sottolineando come quello di Draghi sulle misure che impongono il lockdown di fatto all’Italia almeno fino a Pasqua sia stato il “terzo monologo in un mese” da premier. 



Tutto vero, peccato che per molto peggio il Fatto abbia fatto spallucce quando al comando c’era l’avvocato foggiano. “Il premier parla da solo, ma chi criticava Conte tace”, si lamenta il direttore. Surreale, visto che proprio lui con Conte ha taciuto per molti, molti mesi.

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