terza-dose-per-40-59-anni,-l’italia-accelera-dopo-l’aumento-dei-casi-covid
Spread the love

Il ministro Speranza dà il via libera alla somministrazione della terza dose per la fascia d’età 40-59 anni a partire dal prossimo 22 novembre. Aumento i ricoveri in Rianimazione, mentre preoccupa il Friuli Venezia-Giulia

«La curva del contagio sale nel nostro Paese e, ancora di più, nei Paesi europei vicini all’Italia. Il vaccino è lo strumento principale per ridurre la diffusione del virus e le forme gravi di malattia. È giusto, quindi, anticipare al 22novembre la campagna vaccinale della terza dose per la fascia d’età 40-59 anni». Lo dichiara il ministro della Salute, Roberto Speranza, in merito alla circolare inviata a Regioni e Province autonome dal commissario straordinario all’emergenza coronavirus, generale Francesco Paolo Figliuolo.

Casi Covid, incidenza in aumento

Continua ad aumentare l’incidenza nazionale di Covid in Italia: secondo i dati principali del monitoraggio della Cabina di Regia, comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss), si sale a quota 98 nuovi casi per 100mila abitanti (periodo 12-18 novembre) contro la rilevazione precedente di 78 per 100mila abitanti (periodo 5-11 novembre). I dati a cui si fa riferimento sono del flusso ministero Salute.

Rt stabile rispetto alla scorsa settimana

Rispetto alla settimana precedente in Italia risulta stabile a 1,21 l’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici (periodo 27 ottobre-9 novembre). L’Rt è comunque al di sopra della soglia epidemica (range 1,14-1,26). «E’ invece in leggera diminuzione, ma ancora sopra la soglia epidemica – rileva ancora l’Iss – l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero», pari questa settimana a 1,09 (range 1,04-1,14) secondo la rilevazione al 9 novembre. Era a quota 1,14 la settimana precedente (rilevazione al 2 novembre).

Serve la terza dose, crescono i ricoveri in Terapia Intensiva

Continuano a salire i ricoveri e i pazienti Covid nelle terapie intensive d’Italia. Il tasso di occupazione di posti letto in terapia intensiva è al 5,3% a livello nazionale, secondo la rilevazione giornaliera del ministero della Salute al 18 novembre. La settimana prevedente era del 4,4% (dato all’11 novembre). Il tasso di occupazione posti letto nelle aree mediche a livello nazionale sale al 7,1% (rilevazione ministero Salute al 18 novembre), contro il dato precedente del 6,1%.

Preoccupa solo il Friuli Venezia-Giulia: rischio alto

Tutte le 21 regioni/province autonome d’Italia risultano classificate a rischio moderato. Ma tra queste, «una Regione è ad alta probabilità di progressione a rischio alto secondo il DM del 20 aprile 2020». Dalla bozza del monitoraggio emerge che è il Friuli Venezia Giulia ad essere classificato “ad alta probabilità di progressione” verso un rischio più elevato. La probabilità di una escalation nei prossimi 30 giorni, del rischio di superare soglie critiche nell’occupazione di posti letto da parte di pazienti Covid, viene data come superiore al 50% sia per le terapie intensive che per le aree mediche.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *