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di Emanuele Scarci

Ultima Modifica: 12/03/2021

Terra Moretti conta sei cantine in tre regioni. Bellavista e Contadi Castaldi in Franciacorta, le tenute di Petra e Acquagiusta Tenuta la Badiola in Maremma, Teruzzi a San Gimignano e Sella & Mosca in Sardegna.

Un piccolo impero del vino governato dal fondatore Vittorio Moretti e dalla figlia Francesca.


Nel 1975 l’imprenditore edile Moretti decise di acquistare 10 ettari sulla collina di Bellavista, nei pressi di Erbusco: Moretti conosceva la zona: durante l’infanzia, nei mesi estivi, trascorreva l’estate dai nonni materni che erano contadini.

“In estate mi piaceva pascolare gli animali – ricorda Moretti, che in aprile festeggerà l’80esimo compleanno – e davo una mano a vendemmiare”. Grazie a questa “gran voglia di agricoltura” nel 1977 Moretti decise di mettere radici in Franciacorta: costruì una casa e, dietro suggerimento del fratello geometra, progettò anche una cantina di 600 mq, annessa alla casa da 1.000 mq.


“Facevamo vino per gli amici e i clienti della società di costruzione – ricorda Moretti -. In quel periodo s’imbottigliava pochissimo. Nel 76 decisi di visitare la Champagne. Rimasi stregato: in ogni angolo si respirava il vino e tutta la vita girava intorno al prodotto”.

Al ritorno Moretti pensava ancora al vino come a un hobby nonostante gli investimenti effettuati fossero consistenti. Decise di affidare le vigne all’enologo francese Louis Chaumont; la prima vendemmia produsse 8mila bottiglie.

“Da subito esordimmo con la nostra bottiglia speciale – sottolinea l’imprenditore -. Disegnata da me e un collaboratore, simile al litro da osteria ma che somigliava molto a quelle francesi”.

Nell’80 Moretti conobbe Mattia Vezzola, che allora vendeva macchine da filtrazione; l’anno dopo accetto di fare il consulente enologo per Bellavista. Dopo un breve rodaggio si stabilizzò in Franciacorta e dette un contributo rilevante a fare di Bellavista una delle cantine di riferimento della Franciacorta.  Ma ci volle l’insistenza di Mario Rossi e Alessandro Carelli, promotori della società di rappresentanza Sama Wine, per spingere la crescita produttiva di Bellavista.

“Senza la loro voglia di crescere saremmo rimasti una piccola realtà – ammette Moretti -. Allora continuai ad acquistare terra e piantare vigne. Nell’81 si decise di rifare la cantina”.

Oggi gli ettari di Bellavista sono 200, con un mosaico di oltre 100 appezzamenti distinti su 10 comuni, con variazioni geologiche e climatiche rilevanti. La tenuta produce un’ampia gamma di vini dallo stile inconfondibile e “con una propria idea di vino, fatta di energia e innovazione, con una ricerca dell’essenza di uno stile che ha radici nel territorio e nella cura del vigneto” scrive Doctor Wine.

Dalla fornace alle bollicine

Nell’87 Moretti acquistò una vecchia fornace dismessa nei dintorni di Adro. “Era delle madrine di mia moglie, non sapevano che farsene – ricorda il patron -. Accettai di rilevarla: nella fornace, con la temperatura costante, si potevano invecchiare le bottiglie. In seguito però il progetto si sviluppò, costruimmo la cantina e oggi produciamo 1 milione di bottiglie”.


Contadi Castaldi è arrivata 10 anni dopo Bellavista, ma allora “c’era la necessità da parte del mercato di uno spumante che costasse un po’ meno di Bellavista – sottolinea Moretti -. Il progetto fu di non acquistare le terre e rilevare le uve da terzi con contratti in Franciacorta. Oggi Contadi Castaldi ha il 30% di vigna ma, nel complesso, abbiamo effettuato meno investimenti, meno spese e possiamo crescere con un prodotto più giovane e diversificato”. Di rilievo il successo ottenuto dal Satèn Contadi Castaldi, piacevole e fresco.

Il sogno diventa realtà



Uno dei sogni di Moretti è stato quello di poter acquistare Sella & Mosca, la maxi azienda in provincia di Alghero. Fondata nel 1899 dall’ingegnere Sella e dall’avvocato Mosca, è una delle tenute europee vaste con i suoi 541 ettari vitati in un corpo unico. Produce vini come i rossi Marchese di Villamarina e Cannonau Terre Rare o i bianchi Vermentino di Gallura o lo spumante Torbato.

Nel cuore della tenuta ci sono il cantiere per l’innesto e la forzatura delle barbatelle, le cantine, le abitazioni per i lavoratori, la scuola elementare e una chiesetta.

“30 anni fa visitai Sella & Mosca e m’innamorai – racconta Moretti -. Avendo un rapporto di lavoro con Campari, ho costruito lo stabilimento di Novi Ligure e gli uffici di Sesto San Giovanni, si era scherzato sulla possibilità che potessi, un giorno, acquistare la tenuta. E così è stato”.

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