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Con questa petizione chiediamo a Trenord di dedicare, su tutte le sue linee, la carrozza di testa alle donne. In questo modo, a qualsiasi ora, si potrà viaggiare sicure”.

Abbiamo il diritto – si legge nella petizione, che ha già raccolto oltre più di mille firme in un giorno – di usare i mezzi pubblici a qualsiasi ora del giorno senza paura. In altri paesi, sui mezzi di trasporto anche locale esistono carrozze dedicate alle sole viaggiatrici”.

L’identità di genere contro le Donne

Anche questa misura, se adottata, sarebbe stata vanificata dal DDL Zan.

Il disegno di legge prevedeva il riconoscimento della cd. identità di genere, infatti.

In altre parole, al di là dello status giuridico di maschio o femmina, la autopercezione del proprio sesso avrebbe giustificato l’accesso ad una carrozza femminile da parte di uomini.

Uomini che in quel giorno si percepivano come donne.

E chi si fosse frapposto o rifiutato, avrebbe rischiato una denuncia.

Fantascienza? No. Basta vedere il polverone sollevato per una trans che non può usufruire del bagno delle donne pur non avendo fatto il cambio di sesso, o l’accesso di uomini negli sport femminili.

Il ddl Zan è stato per adesso accantonato, ma le istanze che vanno in definitiva contro le donne non sono passate nel dimenticatoio.