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Strage della funivia, il tribunale riassegna il caso ad altro Gip. La difesa: «Anomalo»

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Il giudice Donatella Banci Buonamici che aveva scarcerato due degli indagati per la strage del Mottarone esce di scena dall’inchiesta sull’incidente della funivia. Lo ha deciso il presidente del Tribunale di Verbania, Luigi Montefusco, che l’ha sostituita con la gip «titolare del ruolo per tabella» Elena Ceriotti. Motivazione ufficiale: «il 31 maggio del 2021 – si legge nel provvedimento del capo dei giudici – è cessato l’esonero dalle funzioni» della Ceriotti di cui Banci Buonamici era «supplente». Ma la difesa di Luigi Nerini, rappresentata dall’avvocato Pasquale Pantano, fa notare la stranezza di un «cambio in corso del giudice naturale che, dice la legge, deve essere nominato secondo le regole esistenti al momento della nomina». Mentre il procuratore capo di Verbania Olimpia Bossi ha chiesto «l’annullamento dell’ordinanza di rigetto» nei confronti del gestore della funivia del Mottarone Luigi Nerini e del direttore d’esercizio dell’impianto Enrico Perocchio, scarcerati dal gip Donatella Banci Buonamici.

Buonamici, nella sua funzione di «supplente» ha deciso giustamente sui fermi dei tre indagati per omicidio colposo plurimo, ma non può decidere sull’incidente probatorio «rilevato – si legge nella nota del presidente del tribunale di Verbania – che il 31 maggio 2021 è cessato l’esonero dalle funzioni di gip di Elena Ceriotti, titolare per tabella del ruolo». Dunque sulla richiesta di incidente probatorio sulla fune e sul sistema frenante della cabina presentata il 3 giugno scorso dall’avvocato Marcello Perillo, difensore di Tadini, si deve esprimere il gip Ceriotti. Nel determinare la riassegnazione del provvedimento il presidente del tribunale evidenzia anche come, in assenza del gip titolare, il giudice assegnatario sarebbe dovuto essere individuato tra altri nomi «e non nella dottoressa Banci Buonamici».

«In base alle tabelle – si legge nel provvedimento – il giudice assegnatario del procedimento si sarebbe dovuto individuare in caso di assenza o impedimento del Gip titolare, in via graduata tra i giudici Alesci, Palomba, Sacco e Michelucci, e non nella dott.ssa Banci Buonamici; nemmeno potrebbe applicarsi la disposizione () di cosiddetta prorogatio della competenza del primo Gip che ha adottato un atto del procedimento anche per tutti gli atti successivi, essendo questa dettata ovviamente, per disciplinare la distribuzione degli affari ed evitare incompatibilità tra i Gip titolari del ruolo, e non quando il singolo atto venga adottato da un Gip supplente, che non deve per un’equa e coerente distribuzione del lavoro, accollarsi sino alla definizione del procedimento, affari per tabella non spettantigli, fatti salvi giustificati motivi». Il presidente Montefusco ricorda poi che il 31 maggio «è cessato l’esonero dalle funzioni di Gip della dottoressa Elena Ceriotti, titolare per tabella del ruolo» e che pertanto «essendo rientrato in servizio il Gip titolare, il procedimento dev’essere alla stessa assegnato».

Il provvedimento si inserisce nella diversità di opinioni emerse tra il procuratore capo Olimpia Bossi e il gip Donatella Banci Buonamici, presidente di sezione coordinatrice dell’area penale ma a disposizione dell’ufficio gip per sopperire alla «grave situazione di sofferenza dell’ufficio Ceriotti». Sotto la lente del presidente del tribunale è finita proprio la decisione della Banci Buonamici di autoassegnarsi il fascicolo sull’incidente della funivia del Mottarone che doveva essere assegnato al giudice Annalisa Palomba «impegnata in udienza dibattimentale», come emerge in un documento a firma Banci Buonamici.  Se l’udienza di convalida non è in discussione, il presidente del tribunale ricorda che il gip supplente «non deve, per un’equa e coerente distribuzione del lavoro, accollarsi, sino alla definizione del procedimento, affari per tabella non spettantigli». Rientrato il giudice titolare ora è tutto nelle mani di Elena Ceriotti, sarà lei a decidere sull’incidente probatorio e su eventuali altre questioni.  Il presidente dispone poi che il provvedimento di esonero sia trasmesso ai diretti interessati e «per le valutazioni di competenza al consiglio giudiziario presso la corte d’appello di Torino, al presidente della Corte d’appello di Torino, al signor Procuratore generale presso la medesima corte, al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Verbania, al signor Procuratore della Repubblica ed ai magistrati interessati».

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