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L’Ue sta introducendo nuove regole per impedire che le miscele di miele contraffatte provenienti dalla Cina vengano etichettate segretamente come europee

Miscele straniere a basso costo che utilizzano lo sciroppo di zucchero: il falso miele “made in China” rischia di minacciare apicoltori e api e per questo motivo l’Unione europea ha deciso di intervenire e cambiare le norme di etichettatura degli alimenti.

Obiettivo è impedire che il falso miele cinese venga segretamente spacciato per buono.

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Il miele è uno dei prodotti più frequentemente adulterati al mondo e gli apicoltori europei si lamentano ormai da tempo di essere stati penalizzati dalla produzione di miele di bassa qualità su scala industriale in Cina, il più grande produttore di miele del mondo. Lì, è comune per i produttori di miele mescolare lo sciroppo di zucchero, una pratica che ovviamente non va a soddisfare gli standard dell’Unione europea ma che allo stesso tempo è difficile da rilevare.

Allo stato attuale, le regole di etichettatura dell’Unione europea per il miele richiedono già che l’etichetta indichi il Paese di origine dell’UE, ma quando si tratta di una miscela di miele di Paesi diversi, le categorie sono vaghe, indicando semplicemente UE, non UE o una miscela. Ora, la spinta verso un’etichettatura “dettagliata e univoca” delle miscele di miele è stata guidata da Francia, Portogallo e soprattutto dalla Slovenia, terra di apicoltori dilettanti, che ha utilizzato la sua presidenza del Consiglio dell’UE per spingere la questione in agenda.

Il ministro sloveno ha affermato che la proposta sarà probabilmente finalizzata durante la presidenza francese del Consiglio dell’UE all’inizio del prossimo anno.

produzione miele

@FAO

Intanto noi cosa possiamo fare? Innanzitutto, facciamo molta attenzione a quello che acquistiamo, leggendo sempre bene le etichette del miele. Evitiamo miele di provenienza estera, prediligendo sempre miele italiano, meglio se biologico e acquistato direttamente da un apicoltore di fiducia del proprio territorio.

Diffidiamo inoltre dai prezzi troppo bassi, così come avviene per l’olio extravergine d’oliva italiano, la qualità ha un certo costo, meglio consumare meno ma assicurarci di portare in tavola un prodotto di qualità.

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Fonte: Unione europea

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