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REGNO UNITO

19.11.2021 – 17:07

Aggiornamento : 19:55

La Federazione di tennis WTA pressa duro Pechino per la scomparsa di Peng Shuai: «Questa cosa va oltre il business»

LONDRA – La federazione internazionale di tennis femminile Women’s Tennis Association (WTA) ha deciso di non mollare l’osso e continuare il pressing nei confronti di Pechino per il caso di Peng Shuai.

La tennista cinese, lo ricordiamo, è sparita nel nulla settimana scorsa dopo aver postato sul suo canale social un post di accuse di violenze sessuali indirizzato all’ex-vicepremier cinese Zhang Gaoli. In questo raccontava un primo stupro avvenuto a casa di lui – dopo essere stata invitata a giocare a tennis – seguito da una relazione tormentatissima lunga diversi anni e una nuova violenza, recentemente, che aveva scatenato l’outing.

Alle prime domande della WTA la Cina aveva risposto attraverso i media di Stato, pubblicando un’email scritta dalla stessa Shuai in cui lei diceva di stare bene, di non essere in pericolo e che si stava semplicemente riposando. Inoltre smentiva le accuse di violenze, deflettendo di fatto la colpa sulla Federazione internazionale. Una riposta, questa, che non ha convinto e che da molti è stata ritenuta – per tono e argomenti – una contraffazione anche abbastanza palese.

Da qui la decisione da parte della WTA e del suo capo Steve Simon di applicare la linea dura, minacciando di annullare tutti i tornei femminili in Cina – malgrado il giro d’affari stimato sia di decine di milioni di dollari – se non verrà fatta chiarezza sulla situazione e se non verrà dimostrato che Shuai stia davvero bene.

«Siamo a un crocevia del nostro rapporto con la Cina», ha spiegato Simon, «stiamo valutando di annullare tutti i nostri tornei nella Repubblica Popolare con tutto quello che ne comporta, anche per noi. Ma questo non importa, è una cosa che va al di là del semplice business, le donne devono essere rispettate e non censurate».

Nel frattempo sui social inizia a circolare l’hashtag #whereispegnshuai (#dovèpengshuai), sostenuto da grandi personalità del tennis da Naomi Osaka, passando per Serena Williams fino alla leggendaria Billie Jean King.

In Cina di questa storia non se ne sa nulla

In un recente articolo il Guardian ha tentato di capire quanto, in Cina, sia noto il caso Shuai. La risposta è: quasi per niente. Se, da una parte, i media nazionali non ne parlano, così come non ci sono comunicati ufficiali a riguardo. Per quanto riguarda i media esteri internazionali, sono “scremati” in maniera certosina se non bloccati del tutto. La Cnn ha confermato proprio oggi di essere stata tagliata ogni volta che la storia della tennista veniva menzionata. L’unica traccia è l’email di cui sopra, uno screenshot pubblicato dall’emittente cinese in lingua inglese Cgtn, così come sparuti accenni su gruppi privati di WeChat.

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