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Luciano Begnoni racconta Santa Sofia e si emoziona. È proprio la gioia a prevalere, la gioia di chi guardando indietro sa di avercela fatta e vuole farlo sapere. Santa Sofia rilevata nel 1967 dal padre Giancarlo, si sviluppa a Pedemonte.

Luciano Begnoni

La Villa Palladiana del 1565, un vero gioiello e simbolo dell’architettura italiana, iscritta nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO dal 1996, è il contorno in cui prende forma l’attività produttiva che da 50 anni è rimasta circoscritta alla famiglia. La proprietà, insieme a un team giovanissimo, è la protagonista di una rivoluzione enoculturale in un microcosmo di relazioni che guardano al territorio. “Il nostro proposito” racconta Luciano Begnoni “è fare del nostro meglio per incontrare il mercato senza inseguire le mode, mantenendo saldo il valore dell’autenticità e della tradizione del prodotto. Non vogliamo fare vini furbi o omologati, vogliamo fare vini che enfatizzino il vitigno di provenienza, Corvina, Corvinone e Molinara, che leggano il territorio, che si integrino con l’interpretazione che il vignaiolo vuole dare loro. Eleganza, qualità e piacevolezza di beva: ecco noi vogliamo fare vini da bere”.

La piccola rivoluzione di Giancarlo – diplomatosi enologo nel 1956 alla prestigiosa scuola di Conegliano Veneto – e poi di Luciano, suo figlio, è dunque di conoscere il territorio, di conversare con i conferenti (una trentina) e scegliere il meglio per ogni vino. “Avendo a disposizione vigneti di zone diverse riusciamo ad ottenere vini migliori rispetto a quelli che si potrebbero realizzare da una sola zona. È cruciale la relazione diretta con chi coltiva la vigna per conoscere la qualità delle uve e capire poi come si evolverà il vino”. Un wine specialist allora astemio, Luciano si apre a racconti curiosi e aneddoti della sua vita, che si avvicina al mondo del vino per amore della tradizione e della famiglia. Fianco a fianco con suo padre, viaggia, esporta, racconta, assaggia. Costruisce una realtà solida e affermata; Santa Sofia esporta l’87% della sua produzione in 65 Paesi nel mondo.

Negli anni ’90 vendevamo in solo tre paesi; oggi siamo una realtà con 120 importatori”. Un vigneron moderno che si appresta ad aprire una nuova cantina, in un rinascimento che continua con il rinnovo delle botti per l’affinamento dei vini e investimenti importanti per il futuro. “Il nuovo progetto dovrà rispecchiare l’identità storica dell’azienda ma sarà per noi anche assolutamente importante che il nuovo edificio sia coerente con i principi della sostenibilità ambientale. Si tratta di una vecchia costruzione da ripensare e ristrutturare, che non deve avere alcun impatto negativo sull’ambiente”. Ai 24 ettari della Valpolicella Classica, nel 2015 si aggiungono 45 ettari in Valpantena, condotti secondo un lavoro di viticoltura e di agricoltura che non impatti sul territorio e sull’ambiente circostante, ma che lo valorizzi così come i vitigni i che hanno reso immortale un grande vino come l’Amarone.

 

 

 

DEGUSTAZIONE

 

 

Valpolicella Ripasso DOC Superiore 2018

È una storia diversa che prende la direzione di un calice fatto ad hoc, cioè pensato per essere certamente un Ripasso. In un gioco di perfezione stilistica impeccabile, in una sommatoria di elementi quali slancio, forza, mineralità, la bocca si concentra evidenziando un tannino di velluto e un finale di intensa, sapida persistenza.

 

Montegradella Valpolicella DOC Superiore 2017

La Valpolicella coerente con il gusto di un territorio che si esprime deciso e poliedrico. Naso sottile, bocca longilinea e di volume, tesa e raffinata, ricorda le bacche scure mature, l’agrume rosso candito, botaniche e toni balsamici.

 

Amarone della Valpolicella DOCG Classico 2016

Rosso rubino brillante, sfaccettato nei profumi, versatile, significativamente leggiadro nella sua profondità gustativa, offre il terroir di Santa Sofia, delle colline della Valpolicella. È un sottile equilibrio fatto di attenzioni, di cura maniacale, di tempo e di attesa.

 

Amarone della Valpolicella DOCG Classico Riserva 2013

Una riserva che vibra nella grazia della distinzione, fatta di sinuosità, finezza, signorilità mostrata nelle nuance aromatiche che si aprono, sfumano, rievocano profumi di frutta marasca, ciliegia nera, sentori floreali. Poi ancora spezie, tabacco, erbe aromatiche, accenti boisé, sugello olfattivo di un palato di grande struttura e di tannini balsamici.

 

Gioè Amarone della Valpolicella DOCG Classico 2011

È l’assaggio della particella più vocata situata sul Monte Gradella, una selezione che nasce nel 1964 con la prima annata prodotta, a concludere un percorso memorabile. Gioè indica la parte superiore del monte dove è presente il vigneto storico, che nelle condizioni migliori diventa un calice inconfondibile e di straordinaria finezza. Gioè Amarone della Valpolicella è stato prodotto solo 17 volte in cinquant’anni. Diciassette storiche annate frutto di un insieme di scelte coraggiose che hanno ripagato la volontà di ricerca qualitativa elevatissima. Un sorso bilanciato tra pienezza e leggerezza alcolica, di frutto e mirabile persistenza.

 

 

santasofia.com

Category: spa