“Sanità Italiana stipendi più decorosi e su mera base meritocratica, reali possibilità di carriera ed uguale dignità prima ancora che morale rispetto ai medici.

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Al termine dei suoi «vari passaggi formali», desta più perplessità che curiosità l’ultimo documento della FNO TSRM PSTRP [1].

Mentre gli infermieri si ripropongono come la “falange oplita” dei professionisti sanitari, con nuovi  contributi [2], che ben evidenziano un certosino lavoro di Licurgica strategia che Mangiacavalli e Mazzoleni (FNOPI) mettono in campo, per quanto riguardi Beux e la FNO TSRM PSTRP, a parte la proliferazione dei c.d. “gruppi di lavoro” che poco o niente hanno prodotto – in questo forse si riconosce l’ennesimo «triennio senza precedenti e senza possibili repliche»  (vedi, tra le tante, la iconica ed irrisolta “questione camice”) – non si intende come tale nuovo processo di formale, generalizzante ed ideale dottrinaria astrazione possa operare una azione sinergica, mirante i medesimi obiettivi.

Mentre la FNOPI nel suo progetto di strategia programmatica per le nuove decadi pone in campo questioni pragmatiche quali il Case Manager, l’adeguamento degli organici infermieristici per garantire livelli qualitativi di cura nelle degenze e nel territorio, la valorizzazione economica, le competenze specialistiche ed avanzate, percorsi assistenziali a prevalente responsabilità infermieristica, la obsolescenza normativa e, non ultima, la ipotesi di “infermiere proscrittore”, la FNO TSRM PSTRP si occupa di Costituzione Etica …

Volendo allora comunque entrare nel merito, premettendo che la morale è una estensione dell’etica e che quest’ultima è una estensione della deontologia ma che ai professionisti sanitari, per ovvi motivi di “scrematura” di argomenti divisivi, è la deontologia che interessi maggiormente, si è più volte raccomandato agli Ordini una revisione “amministrata” degli strumenti già esistenti: a partire proprio da quei codici deontologici tanto preziosi quanto in più modi bistrattati, che pure – giova ricordarlo – la legge 42/99 aveva elevato a rango primario nella gerarchia delle fonti: revisione che, diversamente da analisi di altra tipologia, quali quelle ora affrontate dalla FNOPI, ove al tavolo possono anche sedere varie “associazioni di pazienti”, deve restare affidata ai soli professionisti.

L’azione della FNOPI risulta da una parte lodevole nel dimostrare che a «passaggi storici» dal sapore ascetico bisogna preferire una responsabile e seria presa in carico delle tematiche professionali, ma da diversi altri profili rivela un certo opportunismo misto ad autoreferenzialità, laddove nella identificazione delle criticità non si cerchi una sintesi su tutte le professioni, con l’inquadramento di annosi problemi, che ormai vanno ad elenco: 1. Mancata applicazione del comma 566 Legge di Stabilità 2015; 2. Superamento della Sentenza n.54 della Consulta dello stesso anno (e medesimo governo) sulla libera professione; 3. L’ingiustizia della erogazione dell’indennità di esclusività ai soli medici; 4. Il mancato rispetto della c.d. “Riforma Gelmini”: solitamente i “non medici” vengono indicati – con loro non incolpevole buona pace e “timidezza” – come “Signori” e “Signore” e non come “dottori” e “dottoresse” – non solo – soprattutto i loro titoli di studio non vengono tenuti in alcun computo di merito né ai fini classificatori negli albi dell’ordine (inesistenza delle classi A e B) né tanto meno a quelli contrattuali ed amministrativi, malgrado la ultima contrattazione collettiva parli di “valorizzazione” delle lauree magistrali, ma i cui latori tutt’oggi non percepiscano nemmeno un centesimo in più dei laureati triennali o di coloro che vantino un vecchio titolo di studio non convertito; 5. Squilibri nelle possibilità di carriera – anche interna alla azienda di appartenenza – nelle tre macroaree di competenza dei laureati magistrali: “organizzazione e management”, “ricerca ed innovazione”, “formazione ed educazione”.

Tornando all’orizzonte etico-deontologico, le diversità delle professioni, che forse andavano meglio rispettate inquadrandole in un numero di ordini corrispondenti alle “classi” di lauree sanitarie e non mettendo gli infermieri da una parte e liquidando tutte le restanti in un contenitore unico, vanno sì celebrate con una «comune base valoriale», ma questa non può essere ricercata in una aprioristica sintesi etica per poi mettere mano ai codici deontologici, ma nell’esatto percorso inverso: bisogna prima aggiornare e razionalizzare i codici, soprattutto mettere i loro esiti nelle mani del governo e soltanto poi giungere ad una sintesi più generale (Giuramento Ippocratico?).

Concludendo, premesso che non vadano mai perse di vista mission e vision nei confronti dei bisogni della collettività, la sostenibilità di una progettualità si basa principalmente sul proprio scopo e valenza tecnica, ma qui, assai diversamente che per la FNOPI – spiace davvero per la FNO TSRM PSTRP – non si riconosce né il primo né tanto meno la seconda: se non si intende dare ai professionisti non medici stipendi più decorosi e su mera base meritocratica, reali possibilità di carriera ed uguale dignità amministrativa prima ancora che morale rispetto ai medici, ogni esperimento, ogni possibile artificio, tale sembra essere codesto tentativo di  “Costituzione Etica” , rischia di diventare una unzione ed orazione rituale fine a se stessa.

Dr. Calogero Spada
Dottore Magistrale
Abilitato alle Funzioni Direttive
Abilitato Direzione e Management AA SS 
Specialista TSRM in Neuroradiologia 
Via Monte Leone 41 Gallarate
0331 782553 – 340 4160707
Via Pastori 4 Gallarate 

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