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Romy Schneider e Alain Delon in La piscina di Jacques Deray.

La Piscine, Jacques Deray © 1968 SND (Groupe M6)

A quarant’anni dalla sua scomparsa, la donna che rifiutava di essere chiamata una “star” è ancora oggi una delle attrici più amate al mondo, lasciando un’impronta nella storia del cinema. Purtroppo ci si ricorda spesso solo delle sue storie d’amore, degli episodi più drammatici della sua vita o della sua bellezza delicata. Ma com’era, Romy, davvero?

Dalla rivelazione internazionale in Sissi all’impossibile L’un contre l’autre, Romy ha avuto una carriera straordinaria che ha messo in luce il suo grandissimo talento. La mostra offre un percorso tematico attraverso i film della sua immensa carriera. L’attrice aveva lavorato con registi come Orson Welles (Il processo), Claude Chabrol (Gli innocenti dalle mani sporche) e Jacques Deray (La piscina), e qui vengono ricordati i film più memorabili dell’interprete.

Romy Schneider in uno scatto del 1964.

Will McBride © Shawn McBride

Restituire all’attrice la sua voce

Un’icona la cui voce ascoltiamo sempre di meno, viene riscoperta attraverso interviste e collaborazioni con INA e France Télévisions, e grazie agli archivi d’epoca. “Non sono affatto una star, sono un’attrice che fa del suo meglio, tutto qui, che fa il meglio che può”. (Romy Schneider, 1978).

Romy Schneider nel ruolo di Hélène Haltig in L’amante, di Claude Sautet.

Les Choses de la vie, Claude Sautet, 1969 © STUDIOCANAL – Fida Cinematografica