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Al centro di un exploit di mercato piuttosto clamoroso (anche per la stessa Casa costruttrice), Porsche Taycan – che nei primi nove mesi del 2021 ha raggiunto 29.000 esemplari venduti, cifra persino superiore ai risultati di vendite (poco meno di 28.000 unità) messi a segno dalla 911 – è anche protagonista di un interessante programma di sperimentazione della ricarica wireless. Una tecnologia che da diversi anni è scritta sui taccuini dei traguardi di sviluppo di Costruttori e aziende dell’indotto automotive, e sulla quale il Gruppo Volkswagen dimostra di credere.

A prescindere da quello che sarà il reale scenario di utilizzo, in effetti, è chiaro che i sistemi di ricarica a induzione offrono all’atto pratico performance elevate. Dal canto suo, il Gruppo VAG porta avanti un personale programma di applicazione pratica – finora in fase sperimentale – che, nel caso di Porsche Taycan, potrebbe essere in grado di provvedere ad un “pieno” (o quasi, come vedremo) di energia in tempi strabilianti anche per i più evoluti dispositivi di ricarica ultrarapida: appena 10 minuti.

L’unione fa la forza

I riflettori vengono puntati su una squadra di ingegneri che fanno capo all’Innovation Lab di Volkswagen Group of America: una Divisione, con sede a Knoxville (Tennessee) specializzata in progetti di ricerca e sviluppo hi-tech, cui è stato dato il compito di organizzare un team di lavoro in partnership con ORNL-Oak Ridge National Laboratory e con l’Università del Tennessee. Obiettivo comune, è lo studio di nuovi sistemi che integrino lo sviluppo di riciclo dei materiali ed il relativo impiego in chiave di e-mobility e più in generale mobilità sostenibile. Nella fattispecie, si tratta di stabilire nuovi traguardi nello sviluppo di sistemi di ricarica wireless.

Minima dispersione energetica

Tecnicamente, i tecnici hanno focalizzato la propria attenzione sul controllo delle onde elettromagnetiche, e ancora più nello specifico la minimizzazione delle cause di interferenze nei processi di trasferimento dell’energia fra la piattaforma di ricarica e la vettura. Cifre alla mano, la prima fase di sperimentazione sembra abbia portato a risultati decisamente positivi: un modulo-laboratorio ha già evidenziato di possedere il 98% di efficienza, valore che indica chiaramente un quantitativo di trasferimento di energia pressoché completo. In altri termini: l’entità di trasferimento energetico piattaforma-batterie è quasi al 100%.

La meta è fattibile

In uno step preliminare, la potenza generata dal dispositivo di ricarica senza fili era di 6,6 kW; successive fasi di sviluppo hanno in effetti portato i ricercatori a constatare che ulteriori aumenti di potenza erano facilmente raggiungibili. In poco tempo, la potenza di ricarica ha raggiunto 120 kW (valore che corrisponde ad una colonnina fast charge di nuova generazione), già decisamente elevata. Si può tuttavia fare di più: ed ecco delinearsi la meta ambita di 300 kW di potenza di carica. Tenuto conto dell’efficienza quasi completa, i 300 kW di erogazione permetterebbero alle batterie di Porsche Taycan di ricaricarsi dallo 0% all’80% in appena dieci minuti.

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