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Un’inchiesta del “Guardian” getterebbe un’ombra sulla trasparenza della Regina sul valore effettivo di beni e ricchezze della Corona. L’esperto McClure sostiene che si aggiri intorno ai 400 milioni di sterline, ma forse è superiore, almeno stando ai documenti ritrovati da due firme del giornale. Buckingham Palace ha subito smentito.

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Scandalo alla corte inglese. L’ennesimo.

La regina Elisabetta avrebbe nascosto il suo reale patrimonio ai sudditi.

Royal Family: la scoperta del Guardian sul suo patrimonio

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Questa volta a lanciare la bomba è il Guardian. Secondo un’inchiesta del giornale, nel 1973 la sovrana avrebbe fatto pressioni sul governo inglese affinché venisse modificata una bozza di legge che riguardava la trasparenza sulle partecipazioni societarie.

Sarebbe stato con questo escamotage che la sovrana sarebbe riuscita a occultare ai sudditi una parte delle sue ricchezze.

L’esperto David McClure, autore del libro “The Queen’s True Worth”, considera che il patrimonio personale di Sua Maestà si aggirerebbe intorno ai 400 milioni di sterline (435 milioni di euro circa). Ma come sottolinea Vanity Fair, nessuno, in realtà, conosce il valore esatto dei beni e degli investimenti della sovrana.

Tanto più che, di recente, i giornalisti del Guardian, David Pegg e Rob Evans, hanno scovato dei documenti negli Archivi Nazionali, ritenuti compromettenti.

Dalle carte ritrovate, infatti, sarebbe emersa l’opera svolta a suo tempo dall’avvocato della Regina, Matthew Farrer. Grazie al suo intervento i ministri avrebbero inserito nella bozza di legge una clausola che esentava le società legate ai reali dalle regole sulla trasparenza.

Ma non solo. Sarebbe stata fondata una nuova società per nascondere una parte consistente del patrimonio di Sua Maestà fino al 2011.

Il “consenso della regina”: la difesa di Buckingham Palace

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In base alla clausola inserita, da allora, ogniqualvolta che in Parlamento si debbano affrontare questioni che riguardano gli interessi privati della Corona, occorre il “consenso della Regina”.

Sul sito ufficiale della Casa Reale viene spiegato comunque che questa procedura è “una convenzione di lunga data” che sancisce il passaggio di una legge dal Parlamento alla sua concreta attuazione.

Buckingham Palace, inoltre, ha voluto chiarire all’istante la posizione della regina Elisabetta.

Un portavoce del Palazzo ha spiegato che il “consenso della Regina” è “un processo parlamentare dove il ruolo del sovrano è puramente formale.

Tale consenso è sempre concesso dal monarca quando è richiesto dal governo. Dunque l’affermazione secondo cui la regina Elisabetta avrebbe, come prosegue il portavoce, bloccato la legislazione “è semplicemente non corretta”.

Buckingham Palace ha precisato anche che se il consenso della Regina è stato richiesto dal Parlamento, indipendentemente dalla Casa Reale, vuol dire che di mezzo dovevano esserci “questioni che avrebbero influenzato gli interessi della Corona, compresi i beni e gli interessi personali del monarca”. Quindi, nessun rivolto torbido.

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