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A 12 mesi dall’inizio della pandemia e con le varianti del virus sempre più diffuse anche nel nostro Paese, l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute, in collaborazione con l’AIFA e l’INAIL, hanno pubblicato le nuove raccomandazioni per misure di prevenzione e controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 che tengono conto della circolazione delle varianti e il graduale aumento delle persone che hanno già ricevuto il vaccino contro il COVID-19. I vaccinati devono rispettare le regole della quarantena? Chi ha avuto il COVID può vaccinarsi?

Le autorità sanitarie italiane spiegano fin dall’inizio del nuovo documento che la circolazione delle varianti del virus non richiede una modifica delle misure di prevenzione e protezione non farmacologiche che abbiamo imparato a conoscere in questo primo anno, ma suggeriscono che il distanziamento fisico dovrebbe essere aumentato almeno a due metri nelle situazioni in cui è prevista la rimozione della mascherina in pubblico, vale a dire quando si consumano bevande e cibo.

Niente liberi tutti i vaccinati (e quarantena per i contatti stretti di positivi)

Il numero dei vaccinati contro il COVID-19 in Italia è in crescita, seppur lenta in attesa del picco promesso dal commissario Figliuolo a partire dal prossimo aprile, e le nuove linee guida mettono nero su bianco che chi ha già ricevuto entrambe le dosi del vaccino dovrà continuare a comportarsi come tutti gli altri:

Tutti i lavoratori, inclusi gli operatori sanitari, devono continuare a utilizzare rigorosamente i DPI, i dispositivi medici prescritti, l’igiene delle mani, il distanziamento fisico e le altre precauzioni secondo la valutazione del rischio, indipendentemente dallo stato di vaccinazione e aderire a eventuali programmi di screening dell’infezione.

Lo stesso vale per tutti gli altri cittadini al di fuori dell’ambiente di lavoro: “Una persona vaccinata con una o due dosi deve continuare a osservare tutte le misure di prevenzione quali il distanziamento fisico, l’uso delle mascherine e l’igiene delle mani, poiché, come sopra riportato, non è ancora noto se la vaccinazione sia efficace anche nella prevenzione dell’acquisizione dell’infezione e/o della sua trasmissione ad altre persone“.

L’avvenuta vaccinazione contro il COVID-19 non mette al riparo neanche dal rischio di finire in quarantena obbligatoria nel caso di un contatto stretto con un positivo, per lo stesso motivo ribadito a più riprese della autorità italiane ed europee: “Non è ancora noto se le persone vaccinate possano comunque acquisire l’infezione da SARS-CoV-2 ed eventualmente trasmetterla ad altri soggetti“:

Se una persona viene in contatto stretto con un caso positivo per SARS-CoV-2, secondo le definizioni previste dalle Circolari del Ministero della Salute, questa deve essere considerata un contatto stretto anche se vaccinata, e devono, pertanto, essere adottate tutte le disposizioni prescritte dalle Autorità sanitarie.

Vaccino anche per chi ha avuto il COVID-19

Il nuovo documento stabilisce anche le tempistiche per la vaccinazione delle persone che hanno già contratto l’infezione da COVID-19, fissando però la necessità di somministrare loro una singola dose del vaccino, “purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e, preferibilmente, entro i 6 mesi dalla stessa

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