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Il vaccino russo Sputnik V

Redazione
14 febbraio 2021 12:41

Arriverà anche Sputnik? E quando? Il vaccino russo potrebbe essere decisivo per far decollare la campagna vaccinale partita a rilento anche a causa del taglio alle forniture annunciato nelle scorse settimane da AstraZeneca.

Qualche giorno fa l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha fatto sapere di non aver ricevuto “ ad oggi una domanda di revisione ciclica (rolling review) o di autorizzazione all’immissione in commercio per Sputnik V (Gam-Covid-Vac), vaccino sviluppato dal Centro nazionale di epidemiologia e microbiologia di Gamaleya in Russia, nonostante alcune notizie riportino il contrario”. “L’Ema ha aggiunto di essere però in contatto con l’azienda “per definire i prossimi passi. Gli sviluppatori hanno espresso l’interesse affinché il vaccino sia preso in considerazione ai fini di una rolling review. Questa procedura ad hoc – si legge nella nota – può essere utilizzata solo durante situazioni di emergenza, come l’attuale pandemia, e consente all’Ema di valutare i dati su un vaccino o un medicinale man mano che sono resi disponibili, mentre la fase di sviluppo è ancora in corso. La procedura formale di autorizzazione all’immissione in commercio può quindi avvenire in tempi molto brevi “.

Quando arriva il vaccino russo Sputnik V

A che punto siamo? Secondo Yurievich Logunov, a capo del gruppo di ricercatori che hanno scoperto e brevettato il vaccino, alla metà non dovrebbe mancare molto. Raggiunto dal “Corriere della Sera” Logunov ha spiegato che “il Fondo russo per gli investimenti diretti ha presentato domanda all’Agenzia europea Ema, ed è iniziata la presentazione dei capitoli del dossier per la procedura di revisione progressiva. Dopo aver superato questa procedura, siamo in attesa del rilascio della registrazione del vaccino Sputnik V nell’Ue. Intanto l’Ungheria, membro dell’Unione europea, ha deciso autonomamente di approvarne l’uso sulla base dei dati che abbiamo fornito, derivanti dagli studi clinici”.

I tempi di ingresso nel mercato europeo? “Secondo l’attuale procedura dell’Ema – ha spiegato il ricercatore -, in caso di decisione positiva, la procedura può essere completata all’iniziodi aprile”. Ad oggi, come ha puntualizzato lo stesso Logunov, Sputnik ha avuto già l’autorizzazione di emergenza in 23 Paesi. E presto potrebbe arrivare anche quella dell’Ema. “Se Sputnik ottiene il via libera, l’omologazione dell’Agenzia europea del Farmaco e dell’Alta Autorità francese per la salute non ci sarà nessun blocco alla sua diffusione ha detto nei giorni scorsi il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian. Anche il governo spagnolo si è detto “aperto” ed “entusiasta” all’idea di poter contare anche sul vaccino russo. E aperture sono arrivate anche da Italia e Germania. Si tratta di vedere quante dosi l’Ue riuscirà ad acquistare, e soprattutto in che tempi arriveranno. Fino ad oggi però nessuna trattiva è stata conclusa dall’Unione Europea (che aspetta prima il via libera dell’Ema) né si sa se Sputnik potrebbe arrivare già nel secondo trimestre, quando farebbe più comodo.

Sputnik efficace al 91,6%. E arriva anche il vaccino Johnson & Johnson

Certo è che il vaccino russo funziona. Secondo i risultati preliminari di uno studio di fase 3 pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista “The Lancet” e accolto come un’ottima notizia dalla comunità scientifica internazionale. Il vaccino russo, somministrato in due dosi a ventuno giorni di distanza l’una dall’altra, ha dimostrato di avere un’efficacia del 91,6% contro Covid-19. L’effetto protettivo non è statisticamente diverso per gli over 60 rispetto al gruppo 18-60 anni e il profilo di sicurezza è alto, con la maggior parte (94%) degli effetti avversi che si presenta in forma lieve. Lo studio è stato condotto su quasi ventimila partecipanti.

Anche se gli autori precisano che sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere l’efficacia del vaccino sui pazienti asintomatici e sulla trasmissione del virus, secondo questo importante studio il farmaco russo è sicuro ed ha un’efficacia maggiore dei farmaci sviluppati da AstraZeneca (60%) e Johnson&Johnson (66%). Il problema è che l’Ue finora non ha comprato nemmeno una fiala di questo vaccino, ma nelle ultime ore si stanno facendo passi in avanti. Andiamo con ordine.

Secondo Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), “per il vaccino russo anti-Covid Sputnik, la pubblicazione apparsa giorni fa su The Lancet è significativamente interessante. Io credo – ha spiegato intervenendo a “Buongiorno” su SkyTg24 – che ci dobbiamo accostare a ogni vaccino con un atteggiamento che definirei laico, cioè valutare quello che è il profilo di sicurezza ed efficacia attraverso analisi rigorose, come quelle che garantiscono l’autorità regolatoria europea e quella italiana, e fare valutazioni sulle pubblicazioni scientifiche che verranno a essere prodotte”.

In materia di vaccini ci sono altre buone notizie. Manca poco all’approvazione da parte dell’Ema del vaccino monodose Johnson & Johnson, che potrebbe essere consegnato a partire da Aprile (l’Italia dovrebbe ricevere 7,3 milioni di dosi nel secondo trimestre). Massimo Scaccabarozzi, presidente e ad di Janssen Italia, gruppo Johnson&Johnson, ha spiegato giorni fa che l’azienda ha depositato la fase 3 della sperimentazione e il vaccino “dovrebbe essere autorizzato dall’Ema entro marzo: è stato testato su 43.783 partecipanti di varie fasce di età e varie latitudini, dagli Usa all’America Latina, al Sudafrica, nel periodo in cui il contagio era più elevato. Il che ci mette al riparo dalle varianti“.

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