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N.Palazzolo 12 settembre 2022 12:57

Le truppe dell’esercito russo non lasciano la centrale nucleare di Zaporizhzhia. L’opzione non è sul tavolo. La conferma arriva dal portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Le sue parole certificano il fallimento, ancora una volta, della diplomazia. A nulla è servito l’appello rivolto dal presidente francese Macron a quello russo Putin. Nel corso di un colloquio telefonico tra i due, Macron aveva chiesto il ritiro delle forze russe dall’impianto e di mettere in sicurezza il sito. Richieste alle quali evidentemente Putin non ha dato seguito.

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La posizione del Cremlino è chiara: le truppe russe restano a Zaporizhzhia. Il punto è per i russi esattamente opposto: costringere l’Ucraina a smettere di bombardare l’impianto. “Ora non si sta parlando del ritiro delle truppe ma della cosa principale che è costringere la parte ucraina a fermare il barbaro bombardamento di obiettivi sul territorio della centrale”, ha spiegato, “bombardamento che è irto di conseguenze tristi e catastrofiche. Continuiamo a chiedere a tutti i Paesi di usare la loro influenza per fermare gli attacchi, che continuano su base giornaliera”, ha detto Peskov, rispondendo alla domanda della stampa se la Russia, su richiesta di l’Aiea, sia pronta a ritirare le sue truppe dalla centrale nucleare e a quali condizioni.

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La Russia si muove quindi in direzione diametralmente opposta alle richieste dell’Eliseo. Macron aveva insistito sulla necessità di garantire la sicurezza della centrale nucleare di Zaporizhzhia ricordando che proprio l’occupazione russa è la causa dei rischi che pesano oggi sull’integrità del sito.

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Intanto le operazioni belliche proseguono e non solo attorno alla centrale nucleare. L’esercito ucraino, secondo l’ultimo bollettino dello stato maggiore, ha liberato un’altra ventina di insediamenti nelle regioni di Kharkiv e Donetsk. Kiev afferma che i soldati del Cremino stanno abbandonando rapidamente le loro posizioni e si stanno rifugiando nei territori controllati dalle milizie separatiste e, in alcuni casi, addirittura in Russia. Le forze di Mosca, sottolinea lo stato maggiore, si stanno concentrando sulla difesa dell’Oblast di Donetsk, dove sono riuscite, viene ammesso, a fermare l’iniziativa ucraina in alcuni settori. 

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Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Mosca ha bloccato le forniture elettriche nell’est dell’Ucraina dopo la controffensiva di Kiev nell’area di Izium. Le interruzioni avrebbero riguardato anche gli approvvigionamenti idrici, nella città di Kharkiv e in altre zone del Paese. Denunce analoghe sono giunte dai centri urbani di Sumy, Dnipropetrovsk, Poltava, Zaporizhzhia e Odessa. Ad accusare Kiev è invece Roman Starovoit, governatore della regione russa di Kursk. Secondo il dirigente, citato dall’agenzia di stampa Novosti, unità ucraine hanno bombardato il villaggio di Tetkino, ma senza causare vittime. Dai servizi di intelligence russi dell’Fsb, inoltre, arriva l’allarme per possibili “attentati terroristici” contro i governi della regione meridionale di Kherson e della penisola di Crimea, entrambe zone sotto il controllo di Mosca. 

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