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Il Platelet Rich Plasma (PRP) è un plasma ricco di piastrine utilizzato in medicina per la cura delle lesioni dell’apparato osteoarticolare.

Da qualche anno a questa parte non si fa che discutere negli ambienti medici ed ortopedici di un ritrovato chiamato PRP (ovvero Platelet Rich Plasma, ovvero di Plasma Ricco di Piastrine) per la gestione e la cura di lesioni osteoarticolari.

Ci sono atleti famosi come Tiger Woods, Rafael Nadal e altri che si sono sottoposti a trattamenti infiltrativi con tale ritrovato. Lo hanno fatto per vari problematiche di salute che hanno riguardato ginocchia o lesioni croniche dei tendini, “comuni” danni che generalmente vengono trattati con farmacoterapia mirata, esercizi fisici e nei casi più gravi mediante la chirurgia risolutiva.

Chi si è sottoposto al trattamento con PRP, tra loro gli atleti citati e altri loro colleghi, hanno riconosciuto pubblicamente che sono potuti ritornare in competizione in maniera molto più rapida.

Ma è tutto oro quel che luccica? Scopriamolo assieme.

Plasma ricco di piastrine (PRP).

Il PRP, come scrivevamo all’inizio, l’acronimo di Platelet Rich Plasma. In italiano lo traduciamo con Plasma Ricco di Piastrine, ovvero un gel piastrinico ottenuto mediante la centrifugazione di sangue periferico.

Come si crea il PNP.

Il PRP è ottenuto prelevando una provetta di sangue dall’interessato o dall’interessata (40cc) (una provetta). Successivamente il sangue viene sottoposto a processi di centrifugazione e separazione cellulare. Si dà così origine alla nuova sostanza molto più ricca di piastrine e dalla consistenza gelificata.

Cosa sono le piastrine.

Le piastrine sono uno dei principali costituenti cellulari del sangue e vengono prodotte dal midollo osseo; la loro importanza è dovuta principalmente al fatto che, aderendo fra loro, favoriscono i processi di coagulazione del sangue in presenza di emorragie, traumi o ferite. Lo spiegano i colleghi dell’Ospedale Koelliker.

Responsabili di tali processi riparativi sono i cosiddetti fattori di crescita piastrinici (PDGF, TGF-β, IGF I/II, FGBF, EGF). I coaguli che si formano in condizioni normali sono composti dal 95% di eritrociti (i globuli rossi), 4% di piastrine e 1% di leucociti (i globuli bianchi); l’obiettivo della produzione di PRP prevede l’ottenimento di un gel in cui la concentrazione di piastrine sia elevatissima, pari al 95%. Quindi il PRP risulta essere una sostanza ricchissima di fattori di crescita piastrinici.

La finalità terapeutica nei vari ambiti clinici di applicazione è per ciò quella di stimolare la rigenerazione tissutale.

Come funziona il PRP.

Sebbene non sia esattamente chiaro come funzioni il PRP, studi di laboratorio hanno dimostrato che la maggiore concentrazione di fattori di crescita nel PRP può potenzialmente accelerare il processo di guarigione.

Per accelerare la guarigione, il sito della lesione viene trattato con la preparazione del PRP. Questo può essere fatto in due modi:

  • il PRP può essere iniettato con cura nella zona lesa. Ad esempio, nella tendinite di Achille, una condizione comunemente osservata nei corridori e nei giocatori di tennis, il cordone del tallone può diventare gonfio, infiammato e doloroso.
  • Una miscela di PRP e anestetico locale può essere iniettata direttamente in questo tessuto infiammato. Successivamente, il dolore nell’area di iniezione può effettivamente aumentare per la prima o le prime due settimane e potrebbero trascorrere diverse settimane prima che il paziente senta un effetto benefico.

L’effetto è molto più immediato e decisamente meno doloroso qualora si trattino lesioni muscolari acute o lesioni tendinee ed entesiche acute o subacute.

Alcuni studi, per ora preliminari hanno evidenziato risultati ottimi ed incoraggianti, nonostante l’ancora breve periodo di follow up, nel trattamento delle lesioni meniscali di II grado (che non giungono a violare le superfici articolari tibiale e femorale) tramite l’infiltrazione intrameniscale di PRP.

In caso di condropatia iniziale (a più articolazioni) l’infiltrazione con gel poastrinico pare rallentare il processo di malacia della cartilagine, mentre delle fasi avanzate riduce la sintomatologia dolorosa.

Ha dato risultati ottimali?

In ortopedia può essere utilizzato per accelerare il processo di guarigione delle fratture, nonché nelle patologie degenerative dell’apparato osteoarticolare, flogistiche e post traumatiche dell’apparato muscolo tendineo, in particolare nella traumatologia acuta e cronica sportiva.

Sono attualmente in corso molti studi sull’ efficacia della terapia con PRP che sicuramente può variare.

I fattori che possono influenzare l’efficacia del trattamento con PRP includono:

  • l’area del corpo da trattare;
  • la salute generale del paziente;
  • una lesione è acuta (come una caduta);
  • una lesione cronica (una lesione che si sviluppa nel tempo).

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