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Durante le proteste contro il golpe, un colpo di arma da fuoco la accasciò a terra: Mya è la prima vittima della repressione.

Mya Thwate Thwate Khaing morta colpita alla testa dalla polizia
Manifestazione per ricordare Mya Thwate Thwate Khaing (Getty Images)

È morta Mya Thwate Thwate Khaing, la 20enne uccisa con un colpo d’arma da fuoco alla testa lo scorso 9 febbraio, nel corso di una manifestazione contro il colpo di Stato da parte dell’esercito a Naypyidaw, in Birmania. Stando a quanto riferiscono i media locali, si tratta della prima vittima delle rigide attività di repressione da parte delle forze armate del Myanmar. La giovane è stata trasferita d’urgenza in ospedale, ma non ce l’ha fatta. A dare la notizia del decesso è stato il medico della struttura: Mya è morta ieri mattina poco dopo lo stacco definitivo delle macchine di supporto vitale, sotto il consenso dei suoi familiari.

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Il colpo è partito da una mitragliatrice

Mya Thwate Thwate Khaing had done nothing to deserve to be killed at age 20 other than believe in democracy for Myanmar. The police shot her at a protest. Doctors say it was a live bullet. Will they get away with it like so many other military atrocities? https://t.co/d8L4WsJFqc pic.twitter.com/7OuBbbNgfj

— Kenneth Roth (@KenRoth) February 19, 2021

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L’arma del delitto risulta ancora sconosciuta; molto probabilmente il colpo è partito da una pistola mitragliatrice di tipo Uzi, strumento non in dotazione né agli agenti di polizia né ai militari. Secondo le analisi di immagini e video registrate dalle diverse organizzazioni umanitarie, la giovane è stata colpita mentre si stava allontanando dal fronte degli scontri, in via di dispersione tra i violenti getti degli idranti degli ufficiali. I disordini sono iniziati quando gli agenti anti-sommossa hanno iniziato a sparare proiettili di gomma contro i manifestanti. Tuttavia, il personale medico dell’ospedale locale riferisce che almeno due persone sono state colpite in quell’occasione da pallottole vere.

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Amnesty International e Human Right Watch hanno confermato che la giovane è stata colpita da un vero proiettile durante la repressione; sebbene l’esercito continui a negare di aver utilizzato armi letali.

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Fonte Sky News

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