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TIRANA – Unità antisommossa, lacrimogeni e manifestanti in ginocchio. Nelle scorse ore l’ex presidente del partito democratico albanese Sali Berisha ha organizzato una protesta davanti alla sede del partito, da cui è stato cacciato a settembre 2021 perché accusato di corruzione. L’attuale leader, Lulzim Basha, ha richiesto subito l’intervento delle forze di polizia.

Ciò che Berisha vuole è riprendere il controllo dell’edificio sede del partito di cui è stato leader storico. Questo perché trova che la sua esclusione da ciò che definisce il «quartier generale ora tenuto in ostaggio da Basha», sia ingiusta. Per questo, dopo che l’attuale primo ministro aveva ordinato la sua estromissione, Berisha ha girato il Paese alla ricerca dei suoi sostenitori e, lo scorso 11 dicembre ha indetto una riunione dell’Assemblea nazione del Partito, che conta 7’700 membri. Lì è stata messa in votazione l’estromissione non solo di Basha dal partito democratico, ma di tutta l’attuale leadership. In risposta, una settimana dopo Basha ha tenuto una riunione contraria, annullando le decisioni dell’11.

Per questo ora Berisha sta cercando di reinsediarsi nella sede storica del partito, ma sin dal mese scorso continua a trovare le porte chiuse. Oggi è stata quindi organizzata una protesta, che è velocemente precipitata nella violenza. Il presidente Basha ha richiesto l’intervento della polizia, in quanto sostiene che «la vita dei parlamentari del Pd è messa a rischio dai manifestanti che sono riusciti a sfondare anche le porte blindate all’interno». Dall’altro lato, Berisha afferma che non si fermerà fino a quando non avrà raggiunto i suoi obiettivi. 

Reuters