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Professioni Sanitarie. La categoria non è ancora una famiglia. Al voto per il rinnovo delle cariche solo il 10% degli iscritti.

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Professioni Sanitarie in Italia non sono ancora una vera famiglia e chi le dirige non ama la base democratica. Al voto per il rinnovo delle cariche istituzionali interne solo il 10% degli aventi diritto. Parla Maurizio Carchia.

Gentile Direttore di AssoCareNews.it,

le scrivo a nome dei 12 mila professionisti iscritti al Gruppo Facebook PROFESSIONI SANITARIE UNITE nata appena un mese fa. E che si stanno organizzando in rete attraverso i “gruppi digitali territoriali”.

Dai ritardi del comma 566 della Legge di Bilancio 2015 ad oggi, è cresciuta la consapevolezza delle professioni sanitarie circa gli ostacoli che ne impediscono un reale progresso. Tale consapevolezza è più che mai presente nell’attuale perdurare dell’epidemia di Covid-19 e dopo la Finanziaria 2021 che stanzia esigue risorse rispetto ai medici.

Ma non solo. Ci si aspettava di più anche dalla riforma degli Ordini ex Legge n.3/2018 e dai sindacati, dove la partecipazione nelle assemblee dei primi con la costante necessità di apportare modifiche sostanziali che portino maggior efficienza ed efficacia nelle pratiche burocratiche con maggiore adesione degli iscritti, agli scioperi dei secondi, si attesta intorno al 10%.

In tale contesto sociale, occorre un modello bottom-up capace di elaborare nuovi modelli organizzativi partendo dalla base dei professionisti. L’occasione del momento sono le piattaforme digitali, unite però a contesti informali dove le idee e le esperienze prevalgono direttamente sul campo.

Lo scopo è la creazione di gruppi digitali territoriali capaci non solo di captare le sacrosante rivendicazioni della base, ma soprattutto di dimostrare con i dati quanto siano efficienti per la sanità modelli organizzativi innovativi o di sviluppo tecnologico quali telemedicina e teleassistenza. Senza distinzione tra pubblico e privato, i gruppi digitali territoriali progettati dal nostro Movimento possono costituire una rete sia locale che interregionale di confronto per poi arrivare a proporre ai decisori politici il meglio in termini di efficienza ed efficacia sanitaria.

Un modello innovativo che anticipa quelli in arrivo con lo stanziamento di ingenti somme da parte della Comunità Europea con il Recovery Fund che probabilmente finiranno per essere in gran parte investiti in formazione.

In pratica, stiamo cercando di sperimentare nuovi modelli attrattivi per i professionisti sanitari che oggi per vari motivi hanno difficoltà a riconoscersi quali di interessi nelle classiche istituzioni. E piuttosto vi preferiscono contesti dove le capacità tipiche dell’essere professioni intellettuali siano davvero messe alla prova sul campo grazie all’innovazione dei mezzi di comunicazione.

Maurizio Carchia
Movimento Professioni Sanitarie Unite
Gruppo Facebook

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Professioni Sanitarie e le nuove dittature intellettuali in Sanità.

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