pnrr,-cosa-c’e-per-innovazione-e-digitalizzazione
Spread the love

Che cosa prevede la bozza del Pnrr su innovazione e digitalizzazione

Previsti progetti digitali per il 25% dell’intero Pnrr, in coerenza con i sei pilastri del NgEu, per investimenti complessivi per 43,55 miliardi di euro.

Lo sforzo di rilancio dell’Italia delineato dal Piano, in attesa del via libera definitivo del governo, si sviluppa intorno a tre assi strategici condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale.

Il Piano si articola in sedici Componenti, le quali sono raggruppate in sei Missioni. Le sei Missioni del Piano sono: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute.

La prima missione è costituita da tre componenti: la prima riguarda la digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella Pa (10,01 miliardi), la seconda del sistema produttimo (27,47 miliardi) e la terza turismo e cultura 4.0 (6,08).

Investimenti leggermente inferiori rispetto al Pnrr redatto dall’esecutivo Conte che prevedeva investimenti per le tre componenti della missione “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, distribuiti su  13 progetti, per un ammontare complessivo pari a 48,7 miliardi di euro.

Ma ai 43,55 miliardi della prima missione del Pnrr incentrata sull’innovazione e digitalizzazione si sommano i 9,63 miliardi di euro compresi nei fondi destinati alla Sanità. Questa quota sarà dedicata all’innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale.

Tutti i dettagli.

COMPONENTE 1 DELLA MISSIONE 1: TRASFORMAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Come dicevamo alla componente 1 relativa alla digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella Pa vanno in totale 10,01 miliardi di euro. Nello specifico, 6,11 miliardi per la digitalizzazione; 1,6 miliardi per l’innovazione e 2,3 miliardi per l’innovazione organizzazione del sistema giudiziario.

In particolare, il Pnrr prevede investimenti pari a: 1,01 miliardi di euro per la migrazione al cloud; 2,01 miliardi per servizi digitali e cittadinanza digitale; 620 milioni per la cybersecurity e 570 milioni per la digitalizzazione delle grandi amministrazioni centrali.

Previsti inoltre 700 milioni destinati alla burocrazia della Pa. I 2,3 miliardi di euro destinati all’innovazione del sistema giudiziario saranno un investimento in capitale umano per rafforzare l’Ufficio del Processo e superare le disparità tra tribunali.

PER IL CLOUD DELLA PA: O POLO STRATEGICO NAZIONALE O CLOUD “PUBBLICO” SICURO

“Occorre investire nella trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione” si legge nel Pnrr che cita la strategia del “cloud first” già menzionata dal ministro per l’Innovazione tecnologica, Vittorio Colao.

“Le Amministrazioni — si legge nella bozza di Recovery — possono scegliere se migrare verso una nuova infrastruttura cloud nazionale all’avanguardia (“Polo Strategico Nazionale”, PSN) o verso un cloud “pubblico” sicuro, a seconda della sensibilità dei dati e dei servizi coinvolti. La migrazione al cloud offre l’opportunità di eseguire un’importante revisione e aggiornamento dei processi e delle applicazioni delle PA. Le Amministrazioni sono aiutate in questo percorso con finanziamenti, capacità e riforme.

COMPONENTE 2 DELLA MISSIONE 1: INNOVAZIONE DEL SISTEMA PRODUTTIVO

Passando alla Componente 2 della Missione 1, troviamo 27,7 miliardi di euro con l’obiettivo di rafforzare la competitività del sistema produttivo rafforzandone il tasso di digitalizzazione, innovazione tecnologica e internazionalizzazione attraverso una serie di interventi tra loro complementari.

Entrando nel dettaglio delle risorse previste, 18,46 miliardi sono per la transizione 4.0; 5,31 miliardi per le reti ultraveloci (banda larga e 5G); 1,95 miliardi per le politiche industriali di filiera e internalizzazione; 750 milioni per investimenti ad alto contenuto tecnologico (ovvero contributi per sostenere gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature per produzioni di avanguardia tecnologica) e 30 milioni per la riforma del sistema della proprietà industriale.

COMPONENTE 3 DELLA MISSIONE 1: TURISMO E CULTURA 4.0

Vanno inoltre 6,08 miliardi di euro al turismo e cultura 4.0 così suddivisi: 2,40 miliardi per il turismo 4.0; 2,42 miliardi per la rigenerazione culturale di piccoli siti turistici e culturali, aree rurali e periferie urbane; 1,1 miliardi per il patrimonio culturale per la prossima generazione e 160 milioni per industria culturale e creativa 4.0.

Nello specifico, delle risorse per il patrimonio culturale, il Pnrr prevede investimenti pari a: 500 milioni dedicati a piattaforme e strategie digitali per l’accesso al patrimonio culturale; 300 milioni per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per permettere un più ampio accesso e partecipazione alla cultura e 300 milioni per migliorare l’efficienza energetica di cinema, teatri e musei.

Riguardo alla rigenerazione culturale di siti turistici, 1,02 miliardi saranno investiti per l’attrazione delle piccole città storiche; 600 milioni per la protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale; 300 milioni per programmi di valorizzazione dell’indentità dei luoghi, parchi e giardini storici, rigenerazione delle perefie urbane e 500 milioni per la sicurezza sismica nei luoghi di culto e restauro del patrimonio Fec.

Infine, le risorse per il turismo 4.0 sono così suddivise: 1,8 miliardi per strumenti di sostegno alle politiche per il turismo, 500 milioni per Caput Mundi (Next Generation Eu per grandi eventi turistici) e 100 milioni per Hub del turismo digitale.

RISORSE PER L’INNOVAZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

Infine, come dicevamo dei 19,72 miliardi destinati alla Sanità nel Recovery Plan, 9 miliardi sono destinati all’innovazione.

Gli ambiti di intervento riguardano innanzitutto l’aggiornamento tecnologico e digitale (7,36 mld). In particolare, l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (4,05 mld); l’ospedale ‘sicuro e sostenibile’ (1,64 mld); il rafforzamento dell’infrastruttura tecnologica e degli strumenti per la raccolta dati, elaborazione dati, analisi dati e simulazione (1,67 mld).

Altro ambito è quello della Ricerca scientifica e trasferimento tecnologico (1,26 mld): in particolare, valorizzazione e potenziamento della ricerca biomedica del SSN (0,52 mld); sviluppo delle competenze tecnico-professionali, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario (0,74 mld). Al Centro di eccellenza per le epidemie è destinato un investimento pari a 1 mld di euro.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *