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Gli autoveicoli in circolazione sono aumentati, mentre l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico ha subito una notevole diminuzione. I quantitativi di smog e di perdite nella rete idrica continuano a destare preoccupazione. E se, nel complesso, la raccolta differenziata ed i km di piste ciclabili hanno conosciuto una certa crescita, il 2020 dominato dall’esplosione di un’emergenza sanitaria tuttora ben presente ha fatto emergere, nelle performance ambientali dei capoluoghi italiani, un sostanziale immobilismo in materia di politiche sulla sostenibilità, anche se – viene sottolineato – non mancano alcune importanti eccezioni e “best practice” da tenere in considerazione in ordine ad un cambiamento su scala nazionale.

Ecco, in estrema sintesi, quanto emerge dal rapporto “Ecosistema Urbano 2021” a cura di Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia ed IlSole 24Ore. L’analisi, svolta sui 105 capoluoghi di provincia italiani, ha tenuto conto di 18 indicatori che riguardano aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia, utili alla definizione di una classifica sulle performance ambientali delle nostre città. Sulla base di un punteggio massimo teorico di 100, la media percentuale evidenziata dai centri urbani nel 2020 è rimasta ferma al 53,05%. Esattamente la stessa dell’edizione precedente del rapporto Ecosistema Urbano.

Mezzi di trasporto individuali: restano preferiti

Uno dei settori di nostro più diretto interesse, ovvero quello legato all’automotive ed agli spostamenti, mette in evidenza un calo generale nell’impiego del trasporto pubblico, che – rileva il report Legambiente – è diminuito del 48%. Al primo posto (con 467 viaggi per abitante) c’è Milano, seguita da Venezia, Roma e Genova. Al di sopra di 100 viaggi per abitante, fra i Comuni di medie dimensioni i primi posti vanno a, rispettivamente, Trieste, Cagliari, Parma, Brescia, Udine e Trento: la stessa graduatoria, peraltro, rileva che ben 17 città di medie dimensioni non hanno raggiunto la soglia di 10 viaggi per abitante lungo l’arco dell’intero 2020. È diminuita anche l’offerta del trasporto pubblico determinata nel numero di km percorsi annualmente dalle vetture in rapporto ad ogni abitante: in questo caso, la diminuzione ha interessato la maggior parte delle città, con un -8% complessivo ed una media di 25 vetture al km per ogni residente.

Anche in relazione a ciò, è da segnalare un continuo aumento del tasso di motorizzazione nei capoluoghi italiani: se, indica il report Legambiente, nel 2019 il numero di autovetture ogni 100 abitanti era 64,6, nel 2020 questo valore è salito a 65,7.

Più piste ciclabili

Connesso alla mobilità, ed alle politiche “green”, è altresì l’incidenza delle piste ciclabili: il valore più elevato, nel 2020, è appannaggio di Reggio Emilia con 45,74 metri equivalenti ogni 100 abitanti, seguita da Cremona e da Cuneo. Nel complesso, salgono a 39 le città che superano i 10 m equivalenti ogni 100 ab. In aumento anche il valore medio nazionale delle piste ciclabili equivalenti che sfiora i 9,5 m.

Qualità dell’aria

Nel 2020 si sia circolato molto meno: la concentrazione delle polveri sottili (PM10) nell’atmosfera è stata in media di 40 µg/mc, valore limite per la protezione della salute umana fissato dalla direttiva comunitaria tuttavia “Rispettato in tutte le città”. La situazione è peggiorata nell’analisi della media giornaliera non superabile sulla base dei limiti di legge (50 µg/mc): sono stati 35 i capoluoghi che hanno superato i 35 giorni consentiti, e 13 i centri urbani nei quali si è rilevato più del doppio dei giorni di sforamento. Il valore medio delle concentrazioni di biossido di azoto è invece diminuito, così come il numero di città dove lo stesso supera il limite di legge, mentre il valore medio delle centraline che rilevano le concentrazioni di ozono (O3) ha superato la soglia di protezione della salute umana in circa un terzo dei Comuni considerati (39 su 105).

Energie rinnovabili

I Comuni che hanno messo in evidenza la maggiore diffusione di solare termico e fotovoltaico installato nelle strutture pubbliche e con valori compresi fgra 26 kW e 31 kW ogni 1.000 abitanti sono stati Padova, Oristano, Pesaro e Verona. Sono tuttavia 23 i Comuni che non hanno raggiunto 1 kW per 1.000 abitanti, ed otto le città ferme sullo “zero”. Nel complesso, il valore medio di energia prodotta da fonti rinnovabili è stato in Italia in leggera diminuzione: 4,77 kW per 1.000 abitanti. In peggioramento l’utilizzo efficiente del suolo, il cui indice è diminuito in più della metà dei capoluoghi considerati nel rapporto ed a fronte di un calo più o meno marcato del numero di abitanti: il calo demografico è “Generalmente associato a una crescente perdita di funzioni dell’infrastruttura residenziale storica a fronte di nuove espansioni”.

Raccolta differenziata

In crescita, su scala nazionale, la raccolta differenziata che ha nel 2020 raggiunto il 53,9% sul totale dei rifiuti urbani, laddove questa percentuale era del 58,3% nel 2019. È contestualmente calata la produzione di rifiuti, con una media di 514 kg-pro capite (erano 530 nel 2019). Sono state considerevoli le differenze in relazione alla disponibilità di alberi pro capite: crescono quelle con una dotazione superiore a 20 alberi ogni 100 abitanti, con le 7 migliori che superano i 40: Brescia, Cuneo, Modena, Reggio Emilia, Trieste e Vibo Valentia; in fondo alla classifica, Benevento e Potenza con meno di 5 alberi per 100 abitanti. In aumento il valore medio di alberi in area urbana che passa dai 21,7 ai 24,13 alberi ogni 100 abitanti.

L’analisi nelle principali città

Restano sul tavolo, nell’esame delle aree urbane principali, alcune difficoltà sul dare una risposta alle più urgenti criticità: in estrema sintesi, lo smog a Torino, il traffico a Roma, la perdurante emergenza rifiuti a Palermo (dove è tuttavia da segnalare un incremento dei passeggeri del servizio di TPL, in controtendenza rispetto alla media delle altre città), la dispersione di acqua potabile a Bari, il consumo di suolo a Venezia. Le giornate di avvenuto superamento dei limiti di ozono a Milano ed a Torino e le concentrazioni di biossido di azoto nello stesso capoluogo piemontese così come a Palermo restano elevati. In termini percentuali, è rilevante l’aumento delle auto in circolazione a Torino (65 ogni 100 abitanti) ed a Roma (64 ogni 100 abitanti); sono da segnalare anche il basso 19,2% di raccolta differenziata a Palermo ed il 36,2% a Napoli, il 3 su 10 raggiunto da Venezia nell’indice dedicato al consumo efficiente di suolo, ed il 49% di acqua potabile immessa in rete ma sprecata registrata a Bari.

Il “caso” Milano

Appare in effetti in controtendenza l’asset rilevato nella metropoli lombarda:

“Milano continua a contraddistinguersi per un dinamismo che accompagna un profondo cambiamento in chiave sostenibile avviato da tempo, con numeri che restano confortanti pur nel trend generale di rallentamento. Vincente la scelta di promuovere un sistema di mobilità sempre più condivisa e integrata con il trasporto pubblico, dai servizi di sharing agli spazi riservati ai ciclisti. Milano si conferma unica tra le grandi città ad avere una rete idrica che perde molto meno del 25% dell’acqua immessa in rete (il 13,4%) e ha ormai invertito stabilmente la proporzione tra suolo impermeabilizzato o costruito e crescita di residenti: è l’unico capoluogo a totalizzare 10 su 10 nell’indice sul consumo efficiente di suolo”.

Le “best practice”

Uno sguardo, infine, alle “buone pratiche”, ovvero le realtà urbane che da nord a sud hanno messo in atto felici politiche di sostenibilità che non sono sempre visibili con il semplice ausilio dei numeri e delle statistiche. Sono ben diciotto, in questo senso, le “best practice” premiate ed inserite nell’edizione 2021 del rapporto. Fra queste, e solamente per citare alcuni esempi, ci sono:

  • La “rivoluzione sostenibile” avviata a San Giovanni a Teduccio (periferia orientale di Napoli), dove ha preso il via la prima comunità energetica rinnovabile e solidale del Paese;
  • Il Distretto dell’Economia Civile della provincia di Lucca, nato in piena pandemia;
  • I tre milioni di nuovi alberi che entro il 2030 saranno piantumati nell’ambito del progetto “ForestaMI” o del primo parcheggio per biciclette, aperto alla stazione Cordusio, linea 1 rossa della metropolitana, a Milano;
  • Un progetto, realizzato a Cagliari, che ha permesso il recupero delle acque reflue in uscita dai depuratori, un tempo lasciate defluire a mare e oggi impiegate per annaffiare i giardini pubblici;
  • Il progetto della “Superciclabile”, un tratto di 15 km che collegherà Firenze con Prato e destinato a “Dare una svolta all’intero sistema di mobilità in un quadrante molto congestionato dal traffico e tagliato in due dall’Autostrada del Sole”.

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