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Pina, OSS: Costretta all’area Covid con ordine di servizio, ora che sono positiva non so come assistere mio figlio invalido.

Pina, Operatrice Socio Sanitaria siciliana è stata trasferita in area covid nonostante le preghiere di non esporla direttamente ai contagiati. Adesso però non può assistere suo figlio a causa della positività sua e del marito.

“Cari AssoCareNews.it,

vi scrivo a testimoniare una tragedia annunciata: il mio essere positiva al tampone.

E perchè nel caso di Pina dovrebbe essere una notizia? vi chiederete.

Vi spiego dal principio.

Lavoro in ASP all’accoglienza dell’ospedale. A primavera volevano spostarmi verso i reparti ma riuscii a scamparmela.

Come?

Lavoro da oltre trent’anni in ospedale e tutti hanno visto nascere il mio Bernardo. Ora ha 27 anni e la Sclerosi Multipla da quando ne aveva 21. Non trova lavoro, non cammina quasi più ed è sempre depresso.

Dopo l’estate è tornato il virus, più forte di prima.

Mi hanno provato a mandare in pronto soccorso ma ho chiesto di no. Ho pregato tutti i dirigenti ma alla fine mi hanno messo giornaliera in medicina.

Era meglio il pronto soccorso, lasciatemelo dire.

Era il 5 novembre quando mi hanno fatto l’ordine di servizio quei vigliacchi.

Adesso sono risultata positiva ed ho contagiato pure mio marito. Mio figlio per fortuna è salvo per ora.

Come posso fare per farlo assistere? Mia sorella lo ha preso con se ma è un peso troppo grosso per lei. Eppoi c’è da portarlo alla fisioterapia, all’associazione, al supporto psicologico e lei lavora poverella.

Non so come fare, ho letto che alcuni stanno anche 50-60 giorni positivi. E faremo pure Natale lontani.

Tutto questo si poteva evitare lasciandomi lontano dai malati certi di covid.

Questa è la mia denuncia, spero la leggano tutti e qualcuno si vergogni visto che neanche si fa passare il telefono dalla segreteria.

Pina“.

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